lunedì 28 gennaio 2013

I Suggerimenti del Lunedì - Il Ragù "Aumentato" or How to make a Ragout Go Further

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Poca carne e voglia di fare il ragù.
Come possiamo fare un bel quantitativo di ragù per condire pasta fumante per noi e per i nostri amici o anche solo per prepararne tanto e poi metterlo via per un futuro gustoso?
Oggi ho provato a utilizzare i funghi e le verdure del soffritto per fare volume senza compromettere il gusto e la consistenza del ragù.
"Allungare" un ragù quando gli ingredienti sono di ottima qualità non fa che aumentarne il sapore oltre che la quantità. Bastano pochi accorgimenti come controllare le etichette dei prodotti che si acquistano. I pomodori lavorati per me devono essere italiani, come tutta la frutta e verdura di stagione. In questo periodo di crisi globale credo che sia importante acquistare i prodotti della nostra terra e così facendo sosterremo la nostra agricoltura. 
Ecco gli ingredienti per un bel quantitativo di "sugo di carne", come lo chiamiamo dalle mie parti:
  • carne di manzo e maiale macinata (io ne avevo 250 g, voi usate quella che avete a disposizione) 
  • alcuni funghi champignon (la quantità dipende da quanto vorrete allungare il vostro ragù) 
  • 2 carote medie 
  • 1 cipolla dorata media 
  • 2 costole di sedano 
  • 1 ciuffo di prezzemolo 
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 1 barattolo di pomodori pelati 
  • 1 barattolo di polpa di pomodoro a pezzettoni 
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva 
  • 1/2 cucchiaino di sale 
  • qualche macinata di pepe nero (oppure un pizzico di peperoncino) 
  • 1/2 cucchiaino di erbe di Provenza essiccate (o erbe aromatiche di vostro gradimento) 
  • una punta di cucchiaino di bicarbonato di soda 

Tritate le carote, la cipolla e il sedano in pezzettini di circa 5 mm. Mettete questo soffritto in una pentola con il fondo spesso e fate soffriggere per qualche minuto a fuoco medio/alto. Quando il soffritto comincia ad ammorbidirsi aggiungete la carne e fatela cuocere a fuoco alto mescolando spesso. Pulite e tritate i funghi della stessa dimensione dei soffritto, tritate finemente l’aglio e il prezzemolo e uniteli alla carne quando sarà rosolata ben bene. Fate cuocere per qualche minuto aggiungendo il sale e il pepe. Mescolate e quando i funghi saranno cotti aggiungete i pelati e la polpa di pomodoro. Spezzettate i pelati con il cucchiaio di legno e abbassate la fiamma. Il ragù deve sobbollire. Aggiungete il bicarbonato, che servirà ad eliminare l’eventuale acidità del pomodoro, mescolate bene e infine aggiungete le erbe di Provenza. Cuocete il ragù per circa 1 ora mescolando di tanto in tanto. Ho condito della pasta fatta in casa con questo ragù appena fatto e mi è piaciuto veramente molto. Niente da invidiare al ragù “tutta ciccia”! 

Ecco come si presenta il ragù prima di aggiungere il pomodoro
English Version

Not enough meat but still I wanted to make some ragout. How could I make my ragout go further and have some on pasta for the family and friends or for freezing for a later use? Today I added some mushrooms and some vegetables to increase the quantity without compromising in taste. Increasing the amount of ingredients other than meat in a ragout will give you a satisfying sauce if those ingredients are top quality. Just read carefully food label when shopping. Canned tomatoes should only be Italian in my opinion, as Italian should be seasonal fresh fruit and veggies. In these times of global crisis it’s very important that we sustain local food and local agriculture.
here are the ingredients for quite a lot of “meat sauce” as we call it where I come from:
  • minced pork and beef meat (I had 250 g)
  • a good handful of cremini mushrooms
  • 2 medium carrots
  • 1 golden onion
  • 2 celery stalks
  • 1 small bunch parsley
  • 1 garlic clove
  • 1 can peeled tomatoes
  • 1 can chopped tomatoes
  • 2 tbsp extra-virgin olive oil
  • ½ tsp salt
  • freshly ground black pepper or a pinch of chilli powder
  • ½ tsp dried Herbs of Provence (or other dried herbs you like)
  • pinch soda bicarbonate


Chop carrots, onion and celery in 5 mm pieces. Put them in a heavy-bottomed pan with the oil and stir-fry for a few minutes over medium-high heat. When the veggies begin to softened add the meat and cook it stirring frequently. Clean and chop the mushrooms the same size of the veggies, finely chop the garlic and parsley and add them to the browned meat. Cook for few minutes then season with salt and pepper or chilli powder and when the mushrooms are cooked add the peeled and chopped tomatoes. Break the peeled tomatoes with a wooden spoon and lower the heat and bring to a simmer. Add the soda bicarbonate, it’ll take the acidity off the tomatoes, stir well and add the dried herbs. Cook the ragout for about an hour stirring from time to time. I served some homemade pasta with this sauce ragout and I have to say that it is as good as an all-meat sauce. 

mercoledì 23 gennaio 2013

Lunch - Sandwich con Prosciutto di Praga, Brie e Marmellata di Mirtilli Rossi or Ham & Brie Sarnie with Cranberry Sauce

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Quando proprio non ho voglia di cucinare ma sento il bisogno qualcosa di caldo per pranzo mi faccio un sandwich tostato. Di solito non ci sono salumi in casa, Andrea mangia sempre fuori a pranzo e spesso il suo pasto si risolve con una piadina o un panino e così evitiamo di reiterare anche a cena. Ogni tanto però mi fermo al banco della gastronomia e prendo un qualcosa di sfizioso per me. Questa volta mi sono fatta tentare da un buon prosciutto di Praga il cui gusto affumicato ben si sposa con la ricchezza del formaggio brie. Ho legato il tutto con una cucchiaiata di salsa di mirtilli rossi comprata in Trentino e ho aggiunto un po' di freschezza con della valeriana. Già così non sarebbe male come panino, ma il tocco magico secondo me è dato dall'imburrare il pane all'esterno. E' importante scegliere un buon pane ai cereali o integrale, con un certo spessore e un sapore deciso. Si imburra bene un lato del pane e si farcisce partendo dal lato non imburrato, prima la valeriana, poi il prosciutto, di seguito il formaggio e la salsa di mirtilli rossi. Si chiude con una fetta di pane e si imburra l'esterno. Nel frattempo mettiamo a scaldare una griglia e quando è ben calda si tosta il panino da entrambi i lati. Il burro farà rosolare il pane e sprigionerà un aroma favoloso.
Adoro il buon profumo del pane tostato e il formaggio che si fonde appena, la dolcezza con una nota asprigna della salsa di mirtilli contrasta deliziosamente con l'aroma appena affumicato del prosciutto. Un accostamento paradisiaco.


English Version

When I don’t feel like cooking but I crave something hot for lunch I go for a toasted sandwich. We don’t buy cold cuts very often because Andrea always have lunch at work and he usually has a sandwich or a “piadina”. Every so often I linger in front of the cured meats counter at the shops and buy something nice for myself. This once I was tempted by some smoked ham. I thought the ham’s smoky flavour would pair nicely with the richness of some brie cheese. I embraced everything with a spoonful of cranberry sauce that I bought in the Trentino region and I added some green salad for freshness. That is not a bad sandwich in itself, but I lifted with some butter spread on the outside of the bread slices. It’s very important that you choose a good bread for your sarnie and my choice was a 5 cereals bread because, just like the wholewheat one, it has an intense flavour. As I said you butter a side of the bread slice, then turn it so that you have the butter facing out, then fill you sandwich with a layer of salad, some ham, slices of cheese and the cranberry sauce at the end. Put another bread slice on top and butter it. In the meantime heat a griddle and when it’s hot grill the sandwich on both sides for a few minutes until golden and crisp. The scent will be amazingly good. I love the smell of toasted bread, the cheese that is just starting to melt and the sweet tanginess of the cranberry sauce that is delicious eaten with the smoky ham. A match made in heaven.

lunedì 21 gennaio 2013

I Suggerimenti del Lunedì - Riso e Polpette or Rice and Meatball

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Se vi sono avanzate delle polpette e del riso "giallo" come lo chiamano a Milano, o del semplice risotto burro e parmigiano, se non sapete cosa fare con quel riso un po' tristino e non avete voglia di mangiare le polpette così come sono, provate e unire le due cose e otterrete un primo piatto diverso dal solito senza dover buttare del cibo che trovo sia uno spreco odioso.
In questo periodo di influenze il riso bianco è stato preparato praticamente ogni giorno, intervallato da pasta all'olio e le polpette che avevo fatto con tanto amore non erano state mangiate. Dopo un giorno in frigo ho pensato che dovevo agire prima che si rovinassero e mi è venuta l'idea del risotto con le polpette. Non si fa forse la pasta con le polpette in qualche regione d'Italia? L'unico problema era che le mie polpette erano decisamente troppo grandi per poter condire bene il riso e così, ispirandomi al risotto con le salamelle che si fa da queste parti, ho sbriciolato le polpette scaldandole in una pentola con un paio di cucchiai di acqua per reidratarle e poi ho aggiunto il riso, ho scaldato a fiamma alta per evitare di cuocere ulteriormente il tutto, quando il mix è stato bello fumante l'ho servito. Ho molto apprezzato questo piatto semplice semplice ma con ingredienti di qualità. Le polpette non erano a loro volta un riciclo ma erano state fatte partendo da buona carne, erbe aromatiche, il classico pane ammollato nel latte e un po' di condimento.
Decisamente un buon modo per riciclare degli avanzi.
English Version
If you’ve got some leftover meatballs and plain cooked rice, or some “yellow rice” as people from Milan call rice with saffron, if you don’t know what to do with the sad rice and you don’t feel like having meatballs, think again, mix the two of them and you’ll get a satisfying main without having to throw food away. I can’t stand wasting food but lately we’ve been under the weather and all we had for lunch or dinner was plain rice and a bit of pasta with parmesan cheese and olive oil. I made some meatballs but we didn’t feel like eating them and after a couple of days in the fridge I thought that I could make a meatballs risotto. They make meatball spaghetti in some parts of Italy, don’t they? My main concern was that the meatballs were far too large, but then I was inspired by the risotto with salamelle they make around here (it’s a rice cooked the asian way, not a risotto, flavoured with local sausages. I broke the sausages in a pan with a couple of spoonfuls of water to rehydrate them and I added the rice. I reheated the mixture over high heat so that it was piping hot but wouldn’t cook any further and I served it as it was. I really appreciated this simple meal made with top quality ingredients. The meatballs were not a food recycle themselves, they were made out of good quality meat, herbs, some bread soaked in milk and seasoning. All in all a good way to use leftovers.

domenica 20 gennaio 2013

Dolcezze Infantili - Torta di Riso senza Pasta Frolla or Rice Pudding

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Due cose mia mamma, ottima cuoca, non ci ha mai cucinato quando eravamo piccole: la minestra di ceci e la torta di riso. Entrambe non gradite a lei e quindi depennate dal suo repertorio. Con il tempo, ci son voluti decenni eh, e noi siamo cresciute, ci ha confessato di aver riabilitato la minestra di ceci, ma la torta di riso ancora non la fa, o se ci prova, amore di mamma per compiacermi, non viene mai buona come il ricordo di quel sapore antico.
Allora io questa passione per la torta di riso da dove l'ho tirata fuori?
Chi affettava la torta di riso, spesso rosata per l’uso dell’alchermes che tanto andava di moda nelle preparazioni dolci? Non credo nonna Teresa, che era più sfoglina emiliana, donna dai gusti salati, come le acciughe in salsa verde e gli intingoli untuosi ma tanto buoni. Forse la zia Francesca, ma lei è specializzata in cialde sottilissime e croccanti fatte con i ferri e conservate in scatole di latta. Che sia stata “Maria del prete”, la perpetua che quando andavamo a dottrina ci offriva il tè nei bicchieri di vetro e una fetta di torta. Che sia stata la torta di riso? L’amore per questo dolce poi è cresciuto in maniera esponenziale quando a Lucca, in un baretto di  Piazza Grande, ho scoperto il mondo del budino di riso o torta di riso senza pasta frolla. Solo il ripieno goloso cotto in teglia e servito a quadretti. Che squisitezza!
Oggi ho provato a ricreare quel sapore perduto facendo una piccola tortina di riso per due che però non condividerò con Andrea, non per ingordigia, ma perché anche lui, come mia madre, non apprezza il riso dolce. Ho fatto una ricetta semplice, gli ingredienti base da cui partire per infinite varianti aggiungendo spezie come il cardamomo, bucce di arancia o lime grattugiate, canditi o uvetta, fichi secchi, acqua di rose, quello che vi viene in mente, quello che trovate in dispensa e vi sembra adatto.
  •  125 g riso originario
  • 500 ml di latte
  • 50 g di zucchero
  • 2 strisce di buccia di limone
  • 1 pizzico di sale
  • 1cucchiaio di alchermes
  • 1 cucchiaio di essenza di vaniglia (la mia è fatta in casa e quindi non fortissima, se avete quella comprata mettetene ½ cucchiaio e aumentate la dose dell’alchermes di ½ cucchiaio)
  • 1-2  uova
  • 1 pizzico di cannella
  • poco burro per la teglia
  • poca farina per la teglia
Mettete il latte, un pizzico di sale, le bucce di limone e lo zucchero in una pentola dal fondo spesso e portate a ebollizione mescolando per un paio di minuti per sciogliere bene lo zucchero. Quando il latte bolle versare il riso e abbassare la fiamma, far cuocere per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quando il riso ha assorbito tutto il latte e risulterà quasi cotto, dovrà essere appena al dente, versatelo in una ciotola e togliete le bucce del limone. Fate intiepidire in modo che al momento di aggiungere le uova queste non si cuociano.
Accendete il forno a 190°.
Appena il riso è tiepido aggiungete l’essenza di vaniglia, l’alchermes, la cannella e mescolate. Aggiungete un uovo e mescolate bene per incorporarlo se l’impasto è ancora troppo denso aggiungerne un altro oppure sbattetelo e aggiungetene un po’ per volta. (Io ne ho usato uno solo e la torta è venuta un po' compatta ma buonissima comunque. La prossima volta proverò ad aggiungerne un altro poco)  A questo punto avrete un composto morbido che verserete in una piccola teglia precedentemente imburrata e infarinata. Io ho usato una teglia di ceramica rettangolare 18 x 11cm.
Infornate la torta per circa 20 minuti o fino quando la superficie è dorata e la torta non risulta solida al tatto. Far intiepidire su una griglia da pasticcere prima di servirla.

English Version

Two things my mother, a good cook, never prepared for us children: the chickpea soup and the sweet rice cake. She didn’t like those two dishes and therefore they were not in her repertoire. After a couple of decades my mother confessed that she not eats and cooks the chickpea soup, but not the rice cake and the few times she made it for me, even if infused with motherly love, the cake was not as good as the one I remembered. Where is this passion for sweet rice cake coming from then?

Who sliced the sweet rice cake, its pink shades given by the use of the alchermes liquor so fashionable in the ‘80s. I don’t believe it was my granny Teresa, she was more of a pasta maker from the Emilia Romagna region and loved savoury dishes like anchovies in a green parsley sauce or greasy but oh so good sauces. Might have been aunty Francesca even if she’s specialized in super thin crunchy waffles kept in tin boxes. Could have been Maria, the priest’s governess who gave us glasses of tea and slices of cakes after the weekly catechism meetings. Was it sweet rice cake she gave us? The love affair with this cake grew larger than ever when I found out a small bar in Piazza Grande in Lucca where they served it without the pastry case. Just the tasty sweet rice filling cooked in a baking tray and cut in small squares. What a treat! Today I tried to recreate that lost flavour baking a small cake just for two, and I’m not going to share it with Andrea, not because I’m a glutton but because he, just like my mother, doesn’t appreciate sweet rice. I make a basic cake, no frills, you can add whatever comes to your mind like cardamom and orange or lime zest, candied fruit or sultanas, dry figs of rose water. 


  • 125 g pudding rice (any short grain high in starch kind of rice, I used “originario”)
  • 500 ml milk
  • 50 g sugar
  • 2 strips lemon peel
  • 1 pinch salt
  • 1 tbsp alchermes liquor (it’s a red, sweetish liquor, you can use rum or cognac)
  • 1 tsp vanilla essence. I used homemade and it’s weaker than the bought one. If you have shop bought use ½ tbsp and increase the liquor by ½ tbsp.
  • 1-2 eggs
  • 1 pinch cinnamon
  • ½ tsp butter, for the baking tray
  • ½ tsp flour, for the baking tray
Put the milk, salt, lemon peel and sugar in a heavy-bottom pan, mix until all the sugar has dissolved and bring to boil. Pour the rice in the milk and lower the heat. Cook the rice for 20 minutes stirring once in a while with a wooden spoon. When there is no more milk in the pan and the rice is almost cooked put it in a bowl, discard the lemon peels and let the rice cool down for a while. If you add the eggs when the rice is hot they could curdle. Heat the oven to 190°C. When the rice is cooler add the vanilla essence,  alchermes, cinnamon and stir. Add then one egg, stir well to incorporate and if the mix is too thick add the other egg, or you could beat the egg and add a little at a time. (I added just 1 egg and the cake was a bit dense but still delicious. Next time I’ll try and add a bit more). Now you should have a soft mixture. Butter and flour a little baking tray (I used a ceramic rectangular tray 18 x 11cm).Bake the cake for 20 minutes or until the surface is golden and the cake firm to the touch. Let is cool down for a while before serving.

giovedì 17 gennaio 2013

Voglia di Leggerezza - Trancio di Tonno con Zucchini Saltati e Insalata d'Arancia or Pan-seared Tuna Fish with Stir-fry Courgettes and Orange Salad

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Dopo un dicembre ricco e festaiolo, il mio gennaio è sempre abbastanza sobrio dal punto di vista alimentare. Non per questo i piatti devono essere tristi o senza colore, anzi, più sono leggeri e più devono essere accattivanti, sennò chi li mangia?
Ho preso un mix di stagioni: arance invernali che con il loro bel colore acceso ricordano l'estate e zucchini croccanti e dal verde brillante che sono un frutto dell'estate ma sanno così tanto d'inverno, forse perché nella loro versione più umile, bolliti o al vapore, sono una verdurina un po' triste e quindi nella mia testa decisamente invernali. In genere preferisco andare al mercato contadino e cerco di comprare quello che la stagione offre, ma l'inverno è per me stagione dura. Io amo la varietà e cavoli e zucca e radicchi non sono il massimo se proposti tutti i giorni. Così ogni tanto sgarro e mi compro qualcosa maturato in serra. Ho scelto di accompagnare zucchini e arance con del tonno che è ottimo per mantenersi leggeri senza rinunciare a un buon apporto di proteine e omega 3, basta fare attenzione alla sua provenienza e cercare di non acquistare le varietà che sono a rischio di estinzione. Il tonno pinne gialle per esempio è un varietà molto diffusa.
La preparazione di questo piatto è semplicissima e per una persona vi serviranno i seguenti ingredienti:
  • 1 trancio di tonno fresco
  • 1 zucchino
  • 1 arancia
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva delicato
  • qualche stelo di prezzemolo
  • sale
  • pepe di Sechuan (potete sostituire con del pepe nero macinato al momento)
Tagliate lo zucchino a listarelle e mettete a scaldare una padella capiente. Versate 1 cucchiaio olio nella padella e mettete a soffriggere l'aglio che avrete schiacciato. Dopo 1 minuto aggiungete i bastoncelli di zucchino, salateli leggermente e fateli soffriggere qualche minuto fino al grado di cottura che preferite poi metteteli in un piatto e teneteli in caldo. Nella stessa padella mettete a cuocere il tonno per pochi minuti per lato. Anche qui dipende dal grado di cottura che preferite e dallo spessore del vostro trancio.  A me piace appena rosato all'interno e ben grigliato fuori quindi la fiamma per la cottura deve essere abbastanza alta. Mentre il pesce cuoce pelate l'arancia a vivo e tagliatela a fette spesse 1/2 cm. Tritate qualche foglia di prezzemolo. Quando il pesce è quasi pronto rimettete i bastoncini di zucchino nella padella per riscaldarli un attimo poi servite su un piatto in cui avrete messo le fette di arancia e il pesce. Condite con l'olio riservato, un pizzico di sale, una spolverata di pepe di Sechuan che dà un tocco di esotico e cospargete con poco prezzemolo.

English Version

After the December partying and binging, my January is always a sober month food wise. That doesn’t mean sad, tasteless food, just lighter captivating dishes. If they’re not tasty who’s going to eat them? I took a mix of seasons for this dish: winter oranges whose beautiful bright colour  remind me of the summer and crunchy courgettes, their vivid greenness tell us that they are a summer fruit but they’re usually boiled or steamed and in that role, in my mind, they become a winter veg. My preference goes to the farmers market when shopping for fruit and veggies, but winter is such a harsh season. I love variety and there’s so much cabbage and pumpkin or radicchio you can eat before being bored. Every now and then I stray from the good path and buy something that is not in season. This time was courgettes. I chose to serve them with a good piece of fresh tuna fish and the orange salad. Tuna fish is a great choice is you want to have a light meal packed with proteins andomega-3. Just be careful when shopping for fish that is comes from sustainable sources. Here are the ingredients for 1 serving of this easy dish:
  • 1 piece of fresh tuna fish
  • 1 medium courgette
  • 1 clove of garlic
  • 2 tbsp of extra virgin olive oil
  • a small bunch of parsley  
  • salt
  • Sichuan pepper (or freshly milled black pepper)
Heat 1 tbsp of the oil in a large pan. Cut the courgette in 5 cm stick, Crush the garlic and fry in the oil for a minute. Add the courgette sticks to the pan, sprinkle with salt and stir-fry for some time, till they are cooked to your preference. Put the courgette in a plate and keep warm. Put the tuna slice in the same pan and cook a few minutes for each side. Again the timing depends on your liking and on the fish slice thickness. I like it just about pink in the middle and well done on the sides, therefore the heat under the pan was fierce. While the fish is cooking peel the orange and cut it in ½ cm slices. Chop the parsley and when the fish is almost done put the courgette back in the pan to re-heat. Serve the fish and courgette with the orange slices and season with the remaining olive oil, some salt and Sichuan pepper – for an exotic twist, and sprinkle with parsley.

mercoledì 16 gennaio 2013

Snack Time - Popcorn Speziati or Spicy Pop Corn

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Non ci penso quasi mai, ma quando mi viene voglia di qualcosa di buono, specialmente ora, dopo una stagione di feste e indulgenze culinarie, una manciata di popcorn può soddisfare senza far salire il conto delle calorie come farebbero delle patatine fritte o altre "schifezzine" che ci piacciono tanto.
Questa volta ho pensato di fare dei popcorn con un tocco in più, un po' di spezie che li rendano saporiti e che riducano la quantità di sale che di solito si usa in abbondanza per condire questo mais candido. 
Ho usato una pentola antiaderente per ridurre anche la quantità di olio.
Quasi quasi questi popcorn sono dietetici!
Ecco come li ho "conditi" per renderli speciali.
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 2 manciate di mais per popcorn
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna moscovado
  • 3/4 di cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di garam masala o del curry non troppo forte
  • la punta di un cucchiaino di peperoncino in polvere
  • erbe aromatiche secche a piacere, tritate molto finemente (opzionali)
Semplicemente fate scoppiare i popcorn in una pentola capiente dove avrete versato l'olio. Non è necessario che vi dica che dovrete usare un coperchio se non volete avere popcorn che volano per tutta la cucina. Mescolate le spezie e se vi aggrada potete aggiungere delle erbe aromatiche. Versate metà delle spezie nella ciotola dove servirete i popcorn e quando tutto il mais sarà scoppiato, che bella questa immagine, versatelo subito nella ciotola. Cospargete con le spezie rimanenti e mescolate bene prima di servire.
Un modo diverso per accompagnare un aperitivo, per mettersi sul divano la domenica pomeriggio davanti a un film o per aggiungere brio a un barbecue o un picnic.


 English Version

It doesn’t always come to my mind when I’ve got the munchies but now, after too much food being  eaten over  the festive season, a handful of pop corn is a good choice. It satisfies the cravings but it’s not too heavy on the calories count like a serving of crisps or other tasty junk food we love so much. 
This once I thought of lifting  pop corns to a new level  with spices and dry herbs in order to lower  the salt intake. I also used a non-stick pan so that I needed just a drop of oil to pop the corn. 
This snack becoming more and more a “good for you” kind of food!
Here is how I made it.

  • 1 tbsp of vegetable oil
  • 2 handfuls of pop corn
  • 1tsp soft brown sugar
  • 3/4 tsp  salt
  • 1/2 tsp garam masala or mild curry powder
  • a pinch of ground red chilli pepper
  • your favourite dry herbs finely chopped (optional)
Put the oil in a large non-stick pan, pour in the corn and cover with a lid unless you want popped corns flying all over the place. Mix the spices and the herbs, if using and put half of the mix in a serving bowl. Once the corn’s popped put it in the bowl, sprinkle with the remaining spice mix, toss and serve.
This pop corn could accompany a cocktail of could be the answer to a Sunday afternoon on the couch watching movies, or could lift up a bbq menu or be a little surprise for a pic nic.

Aiutiamo la Terra con un Piccolo Gesto


“Tratta bene la Terra!

  Non è un’eredità dei nostri padri
  ma un prestito dei nostri figli”

Antico detto masai, Kenya

Ciascuno di noi lascia una impronta sul Pianeta: è il segno del nostro stile di vita, delle nostre abitudini e della nostra identità. Parla di noi.
L'impronta ecologica, in particolare, descrive il nostro impatto energetico, cioè il consumo di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Calcolate la vostra impronta personale con qualche test online e sobbalzerete vedendo che il vostro tenore di vita (cibo, acquisti, abitazione, viaggi), se fosse allargato a tutta la popolazione mondiale, richiederebbe 3 o 4 pianeti interi per essere mantenuto...
Fortunatamente abbiamo a disposizione molti strumenti per limitare il nostro impatto ed avere impronte più sostenibili, anche se lo strumento più importante e spesso il più difficile da acquisire è la sensibilità. Informarsi è un buon punto di partenza per trattare bene la Terra, che abbiamo in prestito.
Ad esempio, quanti sanno che le attività in rete, i blogs, i social network e i siti, inquinano?
E' difficile immaginarlo, poiché pensiamo sempre ad azioni “virtuali” e quindi ecologiche, eppure dietro i nostri dati c'è combustione, produzione di anidride carbonica.
L'immensa mole di informazioni che produciamo richiede infatti un “magazzino” concreto, gestito e alimentato da fonti energetiche spesso non delle più pulite: i data center funzionano prevalentemente a carbone, tanto da esser definiti “le fabbriche del XXI° secolo”.


Tornando alle nostre attività on line quotidiane, l'Agenzia francese per l'Ambiente ADEME  calcola che una mail rilasci nell'atmosfera almeno 19 grammi anidride carbonica: ipotizzando venti mail al giorno per ogni persona, una impresa che occupi 100 persone  produce annualmente emissioni di CO2 equivalenti a più di 1000 kilometri percorsi in automobile. Stessi conti si potrebbero fare per la gestione di un blog e per il traffico rappresentato da ogni visitatore oppure per le nostre ricerche su Google, per i profili facebook eccetera.

  L'inquinamento del web è impressionante perché le cifre sono destinate ad un aumento esponenziale impossibile da prevedere...
  Naturalmente, per ogni aspetto della nostra impronta ecologica, possiamo fare molto con piccoli gesti quotidiani evitando gli sprechi e aumentando la nostra consapevolezza e iniziando a utilizzare i Volantini in formato elettronico.
In particolare, questo blog aderisce alla campagna di compensazione dell'anidride carbonica CO2 Neutral: significa che un albero piantato per me dall'azienda ecofriendly Doveconviene, bilancia la CO2 del mio blog producendo ossigeno.


Doveconviene ha un'anima green perché mette on-line i volantini pubblicitari che di solito riceviamo per strada o per posta, risparmiando così un po' di carta e di alberi. 


Il meccanismo è semplice: ho conosciuto Doveconviene.it, ho dato un'occhiata ai loro volantini sul sito e ho aderito alla campagna, assolutamente gratis, pubblicando questa notizia sul mio spazio online: doveconviene ha un parter ecologista e no profit in Germania, cui paga la piantumazione del mio alberello, che posso vedere sul sito Iplantatree : si tratta di una quercia in una foresta di Gratz danneggiata nel 2007 dal tifone Kyrill. Se avete a cuore la Terra, le informazioni e le iniziative non mancano!



lunedì 14 gennaio 2013

I Suggerimenti del Lunedì - Scorze di Agrumi Biologici Congelate or Frozen Organic Citrus Fruit Zest

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Cosa facciamo con la buccia degli agrumi quando ne abbiamo usato il succo?
E' fragrante e ricca di magnifici oli essenziali e noi la congeliamo!
Proprio ieri ho usato il succo di un limone non trattato in una ricetta e quando mi sono ritrovata con la profumatissima scorza svuotata e senza alcuna voglia di pasticciare ancora in cucina, ho pensato di congelarla. Per tagliare la buccia del limone basta prendere un coltello ben affilato, io ho usato un coltellino di ceramica che mi ha regalato la mia amica Barbara a Natale, e affettare la scorza a strisce cercando di evitare la parte bianca. Le scorze così tagliate andranno messe in un piccolo contenitore e poi in freezer dove saranno pronte per essere utilizzate ogni volta che ne avremo bisogno. Si possono congelare anche tagliate con il rigalimoni in riccioli sottili. In quel caso però è bene congelarle su un vassoietto prima di metterle in un contenitore o il un sacchetto.
Dobbiamo stare attenti a controllare al momento dell'acquisto che la frutta che compriamo non sia trattata.
Anche quando sono in stagione, sui banchi dei mercati e dei supermercati si trovano arance, limoni, pompelmi e lime che provengono dall'estero. Posso capire che se in piena estate si vuole un'arancia questa probabilmente sarà stata coltivata dall'altra parte del mondo, ma in inverno gli agrumi che ci vengono proposti dovrebbero essere solo quelli italiani. Italiani e non trattati aggiungerei.
Per chi come me adora la fragranza della buccia del limone nelle torte soffici o ama la fetta dell'arancia negli aperitivi o ancora si bea del profumo della scorza di lime messa a decorazione sulle creme dolci, per chi non vuole rinunciare al sapore amarognolo delle fette di cedro condite in insalata è fondamentale che gli agrumi non siano trattati in superficie con cere o conservanti. Questi trattamenti che rallentano il deterioramento della frutta, ne nascondono però il profumo e rendono inutilizzabile la scorza.
Quando compro un limone voglio poterlo utilizzare tutto. Non si sa mai quando potrebbe venirmi l'estro di preparare una torta o di infornare dei fragranti biscottini di frolla arricchiti di scorzette.


English Version
What do we do with the zest once we used the juice of citrus fruits?
It is fragrant, packed with great essential oils and we freeze it!
Yesterday I used some lemon juice for a recipe and when I saw the empty scented peel  I thought of freezing it. I used a very sharp ceramic knife my friend Barbara gave me as a present last Christmas and cut strips of peel, avoiding the white part. I then arrange the zests in a little plastic container and put them in the freezer, ready to be used any time I needed them.  You can use a zester if you want thin curls, in this case you should open freeze the zest before put it in a freezer bag.
When shopping we should carefully check that the citrus fruits we’re buying are not treated with wax or preservatives.
Even when in season, on the market stalls we find citrus fruits grown abroad. I can understand that, if in midsummer I crave oranges, they’re probably coming from the other side of the world, but in full winter we should be offered Italian citrus fruits only. Italian and not treated fruits.
If you like me love the fragrance of lemon zest in sponge cakes, if you like the colourful orange slice in your cocktail, if you bask in the scent of a little lime zest of top of a creamy dessert, if you don’t want to give up the slightly bitter taste of lovely slices of citron mixed in a salad, it is essential that your citrus fruits are not treated with preservatives or wax. These  products help slower the rotting process but they also conceal the fruits scent and prevent us from using their zest.
When I buy a lemon I want to be able to use it all, I never know when I’m in the mood for a drizzle cake of for a batch of fragrant shortbread biscuits enriched with lovely zests.

venerdì 11 gennaio 2013

Ricreiamo l'Atmosfera - Pollo del Sol Levante or Chicken Katsu

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Quando sono a Londra amo mangiare da Wagamama. Questo ristorante offre piatti in stile giapponese, i migliori centrifugati di frutta e verdura e tè verde per accompagnare il cibo. Ci accomodiamo in uno dei tavoloni che corrono lungo tutta la sala e scegliamo qualcosa di buono dal menu che poi è anche la tovaglietta americana. Mi piacciono i ramen, ciotolone di noodles e carne (o pesce) in brodo, o i piatti in cui il cibo è saltato come i teppanyaki, ancora i curry sono molto buoni e naturalmente, se così siamo inclinati, si possono gustare anche dei sushi. Devo confessare che non sono una grande amante del sushi, il riso appiccicoso condito con aceto e zucchero non è fra i piatti che prediligo, ma tutte le altre cose che servono in questo ristorante mi piacciono molto. Mangio in questo ristorante tutte le volte che ne ho occasione e a rotazione scelgo un piatto diverso. Per Andrea invece la situzione è un po' più complicata. Non mangia pesce e quindi il sushi è scartato. Non gli piacciono molto i noodles in brodo e con questo se ne vano via i ramen, non ama particolarmente i piatti troppo piccanti ma ha trovato il suo piatto preferito, e forse unico, nel pollo al curry. Il chicken katsu è la sua scelta. E quando, sfogliando Goodfood di febbraio, ho visto la ricetta per fare la salsa ho pensato che fosse il momento di cimentarmi. Abbiamo mangiato un buonissimo pollo al curry, non so quanto sia simile a quello di Wagamama, ma era veramente buono. La salsa abbondante è stata conservata in frigo per un paio di giorni e ci ho condito delle verdure appena saltate per accompagnare dei riso cotto a vapore. Credo che questa salsa entrerà nel repertorio dei miei curry. Adoro la semplicità degli ingredienti, la velocità dell'esecuzione e il fatto che con pochi ingredienti si riesca a costruire un sapore deciso ma che non prevarichi al contempo i sapori degli altri elementi del piatto. Ecco gli ingredienti per 4 persone.
  • 2 petti di pollo
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • 350 g di riso basmati
  • sale
  • pepe

Per la salsa:
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 cipolla, tritata
  • 1 carota media, grattugiata
  • 2 mele non troppo grandi, sbucciate, togliete il torsolo e affettate grossolanamente
  • 2 grossi spicchi d'aglio, tagliato a fette sottili
  • 2 cucchiaini di curry in polvere
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 2 cucchiaini di miele chiaro
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 350 ml di brodo di pollo (io ho usato un dado vegetale biologico)
  • 1 cucchiaino di olio di sesamo (io non l'ho messo perché non lo avevo)
Accendete il forno a 200°. Sbattete l'uovo e aggiungere un pizzico di sale e del pepe macinato fresco. Passate il pollo prima nell'uovo e poi nel pangrattato. Mettete il pollo su una teglia da forno e fate cuocere per circa 20 minuti o fino a che il pollo è ben cotto. Girare a metà cottura. Mettete una pentola d'acqua al fuoco per cuocere il riso. Preparate la salsa scaldando l'olio in una padella capiente, aggiungete la cipolla, la carota e le mele, coprite e fate cuocere per 10 minuti a fuoco lento mescolando di tanto in tanto. Una volta che le verdure si sono ammorbidite alzate il fuoco, aggiungete l'aglio e cuocete per 1 minuto. Aggiungete poi il curry e lo zenzero, dopo un altro minuto aggiungete il concentrato di pomodoro, il miele, la soia e la maizena. Aggiungete il brodo lentamente e mescolando. Fate sobbollire dolcemente per 5 minuti fino  che le verdure sono veramente morbide e la salsa si è addensata. Frullate la salsa con un frullatore a immersione e aggiustate di sale e pepe. Quando l'acqua nella pentola bolle salatela leggermente, sciacquate il riso sotto un getto d'acqua fredda e versatelo nella pentola. Fate cuocere per 5 minuti poi scolatelo conservando l'acqua di cottura. Aggiungete un po' di acqua di cottura nella pentola e rimettetela sul fuoco. Mettete un cestello per la cottura a vapore nella pentola e versateci il riso. Chiudete con un coperchio e fate cuocere per altri 10/15 minuti o fino a che il riso è cotto.
Servite il pollo su un letto di salsa calda accompagnato dal riso ben sgranato. Io ho aggiunto della valeriana, semplicemente, per avere anche della verdura nel piatto e per sedare, con la sua freschezza, la piccantezza piacevole della salsa.


English Version
 
When I’m in London I love eating at Wagamama’s. This restaurant offers japanese style food, great raw juices and lovely green teas. We seat at the long tables and choose from the menus that double up as place mats. I like their ramens, huge bowls of noodles and meat or fish in a broth. I love their stir-fries - teppanyaki, and their curries. You can surely find sushi, if you’re so inclined. I must confess I’m not a sushi fan myself. I don’t particularly like the sweet and sour sticky rice, but I always find something that I want to try from their menu. It’s a very different matter for Andrea as he doesn’t eat fish or doesn’t like ramen very much. Also Andrea is not fond of very hot and spicy food but, in spite of him being so fussy, he’s fallen in love with chicken katsu. Lately I’ve been flicking through the February issue of Goodfood and found a recipe for katsu. I had to try and make it. I don’t know if it is that similar to the one they’re making at Wagamamas but I can say that this was a great chicken curry. I made a lot of sauce and kept it in the fridge for a couple of days. I served it with stir-fry veggies and plain rice. I think this is going to become a staple. I love the simplicity of it and the choice of basic ingredients .You can whip it up in minutes, and the intense flavour is not overwhelming.
Serves 4 people
 
  • 2 chicken breasts
  • 1 egg, beaten
  • breadcrumbs
  • 350 g bastmati rice
  • salt
  • pepper

  • For the sauce:
    • 1 tbsp vegetable oil
    • 1onion, chopped
    • 1 medium carrot, grated
    • 2 eating apples, peeled, cored and roughly chopped
    • 2 fat garlic cloves, sliced
    • 2 tsp medium curry powder
    • 1/2 tsp ground ginger
    • 1 tbsp tomato purée
    • 2 tsp clear honey
    • 1 tbsp soy sauce
    • 1 tbsp cornflour
    • 350 ml chicken stock (I used a vegetable organic stock cube)
    • 1 tsp sesame oil (I didn't used it because I can't find it here)
    Heat the oven at 200°C.  Dip the chicken in the egg, then coat in the crumbs. Space the chicken out on a non-stick baking tray and cook for 20 mins or until cooked through. Turn halfway through cooking time. Put a pan of water on the stove for the rice. To make the sauce heat the oil in a large pan and add the onion, carrot and apple. Cover and cook gently for 10 minutes until softened, stirring from time to time. Un cover the pan, turn up the heat, add the garlic and cook for 1 minute. Stir in the curry powder and ginger. Cook for 1 minute more, then stir in the tomato purée. honey, soy and cornflour. Gradually stir in the stock and simmer for 5 mins until the vegetables are soft and the sauce has thickened. Blitz with a blender until smooth, then season to taste with the sesame oil, salt and pepper.
    To make the rice, add a little salt in the pan of boiling water, rinse the rice under cold water and cook it for 5 mins. Drain the rice reserving some water and put back the water in the pan. Put the pan back on the stove and put a steamer in the pot. Cook the rice in the steamer for 10-15 more mins or until the rice is done. Serve the chicken with the sauce and the rice. I also served it with some green salad to balance the heat of the sauce.
     

    venerdì 4 gennaio 2013

    Il Piatto che Venne dal Freddo - Blinis di Grano Saraceno con Salmone e...Salame, or Buckwheat Blinis with Salmon and...Salami

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    Ieri ho provato a fare i blinis, finalmente ho trovato la farina di grano saraceno, in un negozio di alimenti biologici, e mi sono messa all'opera. Queste piccole frittelle di origine russa sono generalmente accompagnate da panna acida e salmone o caviale e sono offerte come antipasto. Non so quanto sia "tradizionale" e classica questa versione, ce ne sono mille di ricette ed io ho usato quella di Goodfood online perché mi è sembrata una delle più semplici e soprattutto perché usava un uovo solo. Volevo assaggiarli, non farne per un reggimento!  Ne sono venuti comunque molti, circa 24, visto che li ho fatti abbastanza piccoli in modo che potessero essere mangiati in un solo boccone. Sono ottimi per un aperitivo, un pranzo speciale, come magari quello di Natale, della vigilia o per il cenone di capodanno possono anche integrarsi facilmente fra le portate di un brunch. Poliedrici, delicati e sfiziosi, carini da vedere e semplici da fare. Cosa possiamo volere di più? Andrea ha avuto la sua versione con il salame ungherese e io ho mangiato i miei con il salmone. Adorabili. Ecco le dosi della mia versione appena appena modificata.
    • 70 g di farina di grano saraceno
    • 70 g di farina 0
    • 1/3 di cucchiaino di lievito per torte salate
    • 175 ml di latte tiepido
    • 1 uovo, tuorlo e albume separati
    • 1/3 di cucchiaino di lievito di birra in granuli
    • 2 cucchiai di burro
    Per servire:
    • salmone affumicato
    • panna acida
    • salame ungherese
    • senape aromatizzata all'aneto
    • pepe rosa in grani
    Setacciate le farine in una ciotola e aggiungete il lievito per torte salate. Mescolate il lievito di birra con il latte tiepido. Mettete l'albume dell'uovo in una ciotola e il tuorlo nel latte con il lievito mescolando bene. Versate il latte negli ingredienti secchi e mescolate con una frusta in modo da ottenere un composto liscio e omogeneo. Montate l'albume a neve ferma e unitelo all'impasto cercando di non smontarlo troppo. A questo punto io ho fatto riposare l'impasto per circa 30 minuti per dare tempo ai lieviti di agire. Ho poi unto una padella antiaderente con del burro e ho iniziato a cuocere i blinis versando una cucchiaiata di impasto per volta e attendendo alcuni secondi prima di girarli e farli cuocere dall'altra parte. Li ho serviti appena tiepidi con un mix di panna acida e formaggio di yogurt, per rendere la crema più delicata e ho messo del salmone affumicato sui miei mentre ho guarnito quelli di Andrea con del salame ungherese. Ci sono piaciuti anche se non ci hanno esaltato. La loro consistenza ricorda i pancakes americani, il sapore dell'impasto è piacevole ma molto molto delicato. Ho pensato che per aggiungere un po' di sapore all'insieme potevo usare un velo di senape aromatizzata all'aneto, che sta molto bene con il salmone e profumare la composizione con del pepe rosa. L'espediente ha funzionato e ha dato profondità a questo piatto. Ha aggiunto quel qualcosa che credo mancasse e che forse, nella presentazione originale, viene fornita dal sapore deciso del caviale. Da tenere in considerazione per un futuro buffet.

    English Version

    I finally found some buckwheat flour in an organic food shop, and yesterday I made blinis. These little Russian pancakes are usually served as a starter and accompanied with sour cream and salmon or caviar. There are so many recipes around and I used this one from Goodfood because it looked easy enough and because, above all, it was called for one egg only. I wanted to have some and not make hundreds of them. We ended up with 24 of them because I made them quite small, I wanted them to be the perfect size for a mouthful. They’re fantastic for a cocktail party or a special meal, maybe Christmas lunch, or you can serve them on Christmas Eve or even New Year’s Eve. They could also be one of the many servings on a brunch. Versatile, fanciful, delicate, pretty-looking and easy to make. What more do we want? Andrea had his with some smoked salami and I had mine with salmon. Just adorable. Here is my version.   
    • 70g buckwheat flour
    • 70g plain flour
    • 1/3 tsp baking powder
    • 175ml warmed milk
    • 1 egg, separated
    • 2 tbsp butter
    • 1/3 tsp dried yeast
    • smoked salami, smoked salmon, sour cream, yogurt cheese, dill scented mustard, and pink peppercorns to serve
    Sift both flours in a bowl and add the baking powder. Mix the dried yeast with the warmed milk, then separate the egg and add the yolk to the yeast and mix well. 
    Next whisk this into the dry ingredients to make a smooth batter.  
    Whisk the egg white to stiff peaks, then gently fold into the batter, keeping as much volume as possible. Let the mixture rest for 30 minutes and let it rise. 
    Heat some butter in a frying pan and drop in one spoonful of batter for each blini. Cook until the surface starts to bubble, then flip over and cook the other side. I served them warm with a mixture of sour cream and yogurt cheese and some salmon or smoked salami. They were nice but a bit bland for our taste They reminded us of American pancakes their flavour nice but not exceptional. I thought of busting their flavour adding some dill scented mustard and some crushed pink peppercorns. These two ingredients gave a nice depth to the dish. In the original version I believe the strong taste is given by caviar. I have to remember to serve them in a future buffet.

    giovedì 3 gennaio 2013

    Per Ogni Occasione - Pasta al Forno con Melanzane e Mozzarella or Ovenbaked Pasta with Aubergines and Mozzarella Cheese

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    Questa l'ha vista Andrea in tele. A lui piacciono i pasticci di pasta e ama le melanzane così l'ho subito proposta come alternativa alla nostra classica pasta al forno con il cavolfiore. Pasta e verdura in forno sono un mix vincente. Che siano condite in bianco con la besciamella o con del pomodoro come in questo caso sono sempre molto gustose e possono essere preparate in anticipo, messe in frigo e gratinate in forno una mezz'oretta prima di andare a mangiare. Una soluzione fantastica per chi arriva a casa la sera e non ha tempo di cucinare, no? Ecco come ho preparato questa ottima pasta. Per prima cosa ho lavato una piccola melanzana e l'ho tagliata in due nel senso della lunghezza e poi a mezzelune sottili che ho fritto per pochi minuti in abbondante olio. Le ho scolate su carta assorbente e le ho messe da parte. Ho preso della pomarola pronta e l'ho scaldata ben bene, ho fatto cuocere dei maccheroni scolandoli molto al dente. Nel frattempo ho tagliato a pezzettoni due mozzarelle fiordilatte. Una volta che la pasta è stata pronta l'ho messa in una ciotola e l'ho condita con il pomodoro. Ho aggiunto le melanzane riservandone alcune. Poi ho acceso il forno a 200°. Ho aggiunto la mozzarella alla pasta e ho versato tutto il contenuto in una pirofila di vetro. Ho sistemato le melanzane riservate sulla pasta e ho cosparso con del grana grattugiato. Ho passato in forno per 20 minuti circa e ho servito ben calda. Se si usa un sugo di pomodoro semplice e non aromatizzato con il soffritto e il basilico come ho fatto io, si possono aggiungere delle erbette aromatiche per esaltare il sapore del pomodoro. Io ho tenuto gli ingredienti basilari, non ho nemmeno aggiunto del pepe perché volevo provare il piatto senza fronzoli e devo dire che ha passato il test egregiamente. questa pasta ci è piaciuta molto e anche riscaldata il giorno dopo ha un suo perché.

    English Version
     
    Andrea saw this recipe on tv. He likes pasta bakes and loves aubergines therefore I made it straightaway and I’ll keep making it as an alternative to our cauliflower and pasta bake. Veggies and pasta bakes are a winning match. Either you cook them in white sauce or tomato sauce they are always tasty meals, can be prepared ahead and put in the fridge until half an hour before dinner, then bake and there your dinner’s ready. Great for those who have no time for cooking in the evening. This is how I made this pasta bake. First I washed and cut a small aubergine in half moons, then fried it in vegetable oil. Drain it on paper towel and set aside. I heated some tomato sauce and cooked some pasta al dente. In the meantime I diced two mozzarella cheese balls. Once the pasta was cooked I drained it and put it in a bowl with the tomato sauce, adding then almost all of the aubergines. I heated the oven to 200°C. I added the mozzarella to the pasta, stirred well and spoon the mix to a oven tray. I put the reserved aubergine slices on top and sprinkles with grated parmesan cheese. Baked in the oven for 20 mins and served warm. If you use a plain tomato sauce you can add some dried herbs while heating it. I had a tomato sauce made with a base of stir-fried onions, carrots and celery so I didn’t bother. I didn’t even used black pepper as I wanted a simple dish. We did like it a lot and even re-heated the day after was quite nice.

    mercoledì 2 gennaio 2013

    Responso - Tagliata con Riduzione di Aceto Balsamico or Reduced Balsamic Vinegar

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    Come da promessa eccomi dopo aver provato la riduzione di balsamico sulla tagliata. Un gran successo! Ad Andrea è piaciuta veramente molto e anche io sono rimasta molto soddisfatta dal mio piccolo esperimento. Ho scaldato la griglia e ho cotto la carne per pochi minuti da entrambi i lati, l'ho lasciata riposare un paio di minuti e poi l'ho tagliata in fette spesse un dito. Ho servito la carne di Andrea su un letto di rucola e alla mia oltre alla rucola ho aggiunto scaglie di grana. Il tutto appena salato con del buon fleur de sel de Guérande (fior di sale) e riduzione di aceto. L'amarognolo e la croccantezza della rucola contrastano piacevolmente con la dolcezza e le note asprigne della riduzione che con la sua consistenza morbida accompagna la carne succulenta. Il grana a mia avviso racchiude tutto magnificamente nel suo sapore unico e pastoso. A lato ho servito delle patate al forno croccanti. Una cena da provare e tenere in serbo per i momenti in cui ci si vuole coccolare. Accompagnate tutto con un buon bicchiere di vino e finite il pasto con qualcosa di rustico come dei cantuccini e del vin santo. Tanta tanta bontà in pochi ingredienti di qualità.

    English Version


    As promised here I am after tasting the balsamic vinegar reduction on my steak. It was a great success! Andrea loved it and I was very pleased with my little experiment. I heated the griddle and cooked my meat for just a few minutes on each side then I let it rest for a couple of more minutes and then I cut it in ½ inch slices. I served it over a bed of fresh rocket leaves and added to mine some grana padano cheese shavings. I sprinkled some sea salt ( fleur de sel de Guérande) and some balsamic vinegar reduction. The bitterness and crunchiness of the rocket were balanced by the sweet and tart notes of the vinegar and its smoothness paired well with the juicy meat. The grana padano cheese was the link to all of the different flavours being salty and creamy to the palate. I serve this meat with some crunchy roast potatoes. This is the perfect dinner for when you want to indulge yourself. With a good wine and some rustic biscuits served with vin santo  you’ll have a great meal. Fanstastic flavours in justa few good quality ingredients.

    martedì 1 gennaio 2013

    Chi Cucina il Primo dell'Anno - Barrette all'Avena or Oatmeal Bars

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    ...e che sia di buon auspicio!
    Ho voluto iniziare l'anno preparando questi quadrotti dolci che come dice Andrea "profumano di Natale". Forse sarà lo zucchero di canna moscovado che contribuisce con il suo buon sapore caramellato, non c'è altra spiegazione perché alla fine questo dolce versatilissimo è fatto di pochi e basilari ingredienti. E' adatto alla prima colazione, al brunch e al picnic, ottimo con il tè al posto dei banali pasticcini. Il profumo in cottura è delizioso e una volta tagliato risulta compatto, un po' umido e fragrantissimo. Una delle cose che mi piacciono di questo dolcetto è che si può preparare nel fine settimana e se ne può mangiare un quadratino tutti i giorni, si può portare in ufficio per sedare un languorino o per completare un pasto leggero.  L'altra cosa che mi piace è che gli ingredienti secchi vengono mescolati in anticipo, e quando viene voglia di questo dolcetto basta prendere il burro, lo zucchero, l'avena e un uovo e il gioco è fatto. Partiamo dall'inizio e prepariamo il mix. L'ho trovato sul sito di Martha Stewart e credo che sia geniale avere un mix pronto nella dispensa. Anche al supermercato si trovano dei preparati per dolci, ma visto che in casa di solito ci sono un po' di farina, dello zucchero e del lievito, perché non provare a fare da soli? Se non altro risparmierete un po' di soldini e, se siete come me, vi divertirete.
    Si prende un barattolo di vetro e dopo averli mescolati ben bene in una ciotola, ci si versano i seguenti ingredienti:
    • 3 tazze di farina 00
    • 1 tazza e 1/2 di zucchero semolato
    • 1 cucchiaio di lievito per dolci
    • 1/2 cucchiaio di sale
    Ecco preparato il mix che può essere conservato per circa 3 mesi e usato all'occorrenza.
    La ricetta delle barrette all'avena? Eccola!
    • 110 g di burro a temperatura ambiente
    • 1/2 tazza di zucchero di canna moscovado
    • 1 uovo grande
    • 1 tazza e mezzo di mix di farina
    • 1 tazza di avena in fiocchi
    Accendete il forno a 180°. Imburrate una teglia quadrata di 20 cm per lato. Ricopritela con 2 striscie di carta da forno che si incrociano e lasciate che esca dai bordi della teglia. Imburrate la carta da forno.
    In una ciotola montate il burro con lo zucchero fino a che il composto risulta morbido e ben amalgamato, potete farlo con un mestolo di legno o con delle fruste elettriche. Aggiungete l'uovo, sempre mescolando e poi poco per volta aggiungete il mix di farina. Aggiungete infine 3/4 dell'avena e mescolate bene. Versate il composto nella teglia e con una spatola livellatelo bene. Cospargete la rimanente avena sulla superficie e con le mani pressatela per farla aderire alla superficie. Cuocete in forno per 30 minuti circa e fate la prova stecchino. Fate freddare nella teglia per circa 30 minuti poi, con l'aiuto della carta da forno trasferite la torta su una griglia e fate freddare completamente. Togliete infine la carta e tagliate in 16 quadratini.

     
    English Version
     
    The adage says that if you do something the first day of the year then you’ll do the same thing for the rest of the year. Therefore I baked!!
    I wanted to start the year preparing these sweet bars and while they were baking Andrea said that they smelled like Christmas. I think they’re lovely smell is due to the soft brown sugar that contributes to their good caramel flavour, there is no other explanation because this versatile cake is made out of a few basic ingredients. It’s suitable for breakfast, brunch or a picnic, great with tea instead of the usual pastries. The aroma while cooking is delicious and once cut the texture is compact, a bit wet and fragrant. One of the things I like about this cake is that you can bake it at the weekend, store it in a lidded box and have one for each day of the week, you can add them to your lunch box and have them if you feel peckish or as a complement to a light meal. The other thing I like is that the dry ingredients are mixed in advance, and when you want to bake it you need some butter, sugar, oatmeal and an egg and you're almost done. Let's start from the beginning and prepare the mix. I found the recipe on Martha Stewart’s website, and I think it's brilliant to have a ready mix in the pantry. You can find preparations for desserts at the supermarket, but since there usually are a nothing more than a little flour, sugar and baking soda, why not try to make this easy mixture ourselves? If nothing else, you'll save some money and if you're like me, you will have fun.
    Mix well in a bowl the following ingredients and then store them in a glass jar: 
    • 3 cups all purpose flour
    • 1 1/2 cup granulated sugar
    • 1 tablespoon of baking powder
    • 1/2 tablespoon of salt
    Prepared the mix and store it for about 3 months.
     
    The recipe for oatmeal bars? Here it is!
    • 110 g butter at room temperature
    • 1/2 cup brown sugar moscovado
    • 1 large egg
    • 1 ½ cup of flour mix
    • 1 cup oat flakes
    Preheat the oven to 180°. Grease a square pan of 20 cm per side. Cover with 2 strips of parchment paper that cross long enough to overboard from the edges of the pan. Butter the parchment paper.
    In a bowl cream the butter with the sugar until the mixture is smooth and well blended, you can do it with a wooden spoon or with the electric whisk. Add the egg, stirring constantly, then gradually add the flour mixture. Finally add 3/4 oats and mix well. Pour the mixture into the pan and level with a spatula. Sprinkle the remaining oats on the surface and press it down with his hands to make it adhere to the surface of the mixture. Bake in the oven for about 30 minutes and do the toothpick test. Let it cool in the pan for about 30 minutes, then, with the help of baking paper transfer the cake on a wire rack and let cool completely. Remove the paper and then cut into 16 squares.