giovedì 30 giugno 2011

Torta di Compleanno - Brownie Bicolore or Brownie Bombs

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Ieri è stato il compleanno di Andrea e visto che aveva preso un giorno di ferie non ha festeggiato in ufficio. Così ieri sera ho preparato questi brownies perché li condividesse con i suoi colleghi che hanno chiesto la ricetta.
Eccola, anche se purtroppo quasi tutte le dosi sono in tazze...ma se avete un contenitore graduato per liquidi il gioco è fatto!

Per 16 pezzi:
  • 115 g di cioccolato fondente
  • 1/2 tazza di burro (120 ml)
  • 1 2/3 tazza di zucchero (360 ml)
  • 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia pura
  • 3 uova
  • 3/4 di tazza di farina (180 ml)
  • 230 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
  • 4 cucchiai di farina
  • 1 uovo
  • 1/4 di cucchiaino di essenza di vaniglia pura
  • 1/2 tazza di gocce di cioccolato (120 ml)
Far fondere la cioccolata e il burro a bagnomaria in una bastardella. Togliere dal fuoco e aggiungere 1 1/3 tazza (300 ml) di zucchero e 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia.
Far freddare per 15 minuti.
Aggiungere poi 3 uova e 3/4 di tazza di farina (180 ml). Mescolare bene e mettere da parte.
In un'altra ciotola mescolare lo zucchero restante, il formaggio cremoso, 1 uovo, 4 cucchiai di farina e 1/4 di cucchiaino di essenza di vaniglia. Amalgamare bene il composto.
Rivestire con carta da forno una teglia quadrata di 20 cm e accendere il forno a 180°C.
Versare 3/4 del composto di cioccolato nella teglia, poi a cucchiaiate versare sopra la crema di formaggio e ancora il composto di cioccolata. Con la punta di un coltello fare dei ghirigori sulla superficie per marmorizzarla.
Far cuocere in forno per 20 minuti.
Togliere la torta dal forno, aggiungere le gocce di cioccolata e far cuocere ancora per 12 minuti.
Far raffreddare su una griglia da pasticcere e tagliare in 16 pezzi.
Conservare in frigo e tenere a temperatura ambiente per circa 30 minuti prima di servire.
Deliziosi!

English Version

I had made these brownies for Andrea's birthday. This morning he brought them to work and they were appreciated. The recipe was asked and here it is!
They're delicious!


Lunch - Frittelle di Zucchini or Courgette Fritters

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Di tutte le ricette che ho preso dai miei tanti libri di cucina, quella delle frittelle di zucchini è la mia preferita.
Spesso mi accade di provare una ricetta, apprezzarla e poi, chissà come, cade nel dimenticatoio culinario e così non se ne sa più niente...
Queste frittelle di zucchini invece, nonostante Andrea non apprezzi molto, vengono cucinate più volte durante l'estate. Sarà che sono diverse dai soliti contorni, sarà che sono gustose e delicate insieme, insomma, mi piacciono e le faccio volentieri. Mi ricordo perfino la pagina del libro di cucina che rileggo tutte le volte per assicurarmi di non dimenticare nessun ingrediente...
Per una decina di frittelle:
  • 150 g di zucchini grattugiati e tamponati con della carta da cucina
  • 50 g di farina autolievitante per torte salate (o farina normale e un pizzico di lievito per torte salate)
  • 1 uovo
  • 25 ml di latte
  • un rametto di timo fresco
  • sale
  • pepe
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
In una ciotola mescolare la farina e le uova. Poi aggiungere il latte, sale, pepe e timo. A questo punto si aggiungono gli zucchini e si mescola bene.
Scaldare dell'olio in una padella antiaderente e versare in questa il composto a cucchiaiate, far cuocere qualche minuto, girare le frittelle e scolarle su carta assorbente e servire calde.


English Version

This is a lovely recipe for courgette fritters. I read it in one of my many cookery books and I made it time and time again.

Here are the ingredients for 10 fritters: 
  • 150 g grated couregettes, pat dry with some kitchen towel
  • 50 g self-rising flour
  • 1 egg
  • 25 ml milk
  • 1 spring of thyme
  • salt 
  • pepper
  • 1 tbsp of extravirgin olive oil
In a bowl mix the flour and the egg. Then add the milk, salt, pepper and thyme. Then
add the courgettes and mix well.
Heat the oil in a non-stick frying pan and drop the mix with a tablespoon. Turn the fritters once and dry them in a plate lined with kitchen paper.
Serve the fritters hot.

mercoledì 29 giugno 2011

Alfabeto culinario - Z

Z

Zucchero.
Zucchero di canna, zucchero da barbabietola da zucchero, zucchero bianco, zucchero integrale, zucchero moscovado, impalpabile zucchero a velo, granella di zucchero, zucchero a grana fine che si dissolve in un attimo, zucchero grezzo, zollette di zucchero, zucchero colorato, cristalli di zucchero, zucchero vanigliato, zucchero alla rosa, zucchero raffinato.
Perché lo zucchero è il sale della vita.

martedì 28 giugno 2011

Alfabeto culinario - Y

Y
 
Yogurt.
Da piccola lo yogurt arrivava in vasetti di plastica rossi. Gusto banana, ciliegia e fragola.
Poi c’è stata la mania dello yogurt fatto in casa e via a coltivare fermenti vivi che come cavolfiori crescevano e si riproducevano e, a dir la verità facevano anche un po’ senso.
Lo yogurt a quel punto era un po’ acidino, ma con aggiunta di zucchero e frutta fresca era buono e sempre disponibile.
Poi è arrivato lo yogurt magro, quello con le fibre, quello da bere, quello con la frutta a pezzi o la granella di nocciola, i cereali, le gocce di cioccolata, mille gusti, in vasetti di vetro, in contenitori un po’ più grandi fino a secchielli che nulla hanno da invidiare ai barattoli delle tinte per imbiancare casa!
A me lo yogurt piace quasi tutto.
Disdegno un po’ i sapori “finti” come la fragola che chissà perché sa sempre un po’ di Bigbabol nelle preparazioni dove non si trova fresca, e aborro quello alla vaniglia, artificiale e un po’ polveroso al mio palato confuso.
Lo yogurt per me è sinonimo di dolce di fine pasto da mangiare mentre si guardano i programmi della sera più che come parte di una sana colazione.
Adoro lo yogurt greco denso e cremoso e i formaggetti fatti colando lo yogurt bianco e poi conditi con pepe rosa, un pizzico di sale, qualche erbetta aromatica e un giro l’olio.
Nella cucina indiana si usa con le spezie per marinare la carne, trovo che sia un uso intelligente e alternativo per dare cremosità ai piatti senza dover per forza ricorrere sempre alla solita, grassissima seppur deliziosa, panna fresca!

Heart Shaped Egg - Amore a prima vista!


Ho visto un'immagine di queste uova su internet e non ho saputo resistere!
Dovevo assolutamente provare a farle.
Son carine e ci si mette un attimo, per fare 2 uova basta prendere 2 bastoncini cinesi, 4 elastici e ritagliare una busta di latte vuota, o, come ho fatto io, una scatola di cereali e poi rivestirla con un pezzo di carta da forno.
Rimando tutti quelli che volessero provare a farli a questo blog dove potrete trovare altre simpatiche idee.
Buon divertimento!

martedì 21 giugno 2011

Delizia il Palato - Mini Cheesecake ai Frutti di Bosco or Red Berries Mini Cheesecakes


 
Praticamente perfetto!
Questo dolce ricco che racchiude i sapori freschi dell'estate, nella sua riproduzione in monoporzione ci offre il massimo di sé con il minimo sforzo.
Sono finalmente finiti i tempi in cui la lunga cottura del cheesecake doveva essere controllata e monitorata per evitare la formazione delle antiestetiche crepe in superficie.
Ecco che con i pirottini usa e getta si passa a una cottura veloce che funziona sempre.
Ho letto questa ricetta su Sale&Pepe di maggio e ho deciso di provarla.
Figuriamoci se, al momento di preparare gli ingredienti, avevo tutto in casa, così ho effettuato le mie brave sostituzioni e ho creato una ricetta che terrò sempre a portata di mano.
Eccola a voi.
Per 8 mini cheesecakes (fatte nei pirottini di alluminio usa e getta - che poi io uso e riuso innumerevoli volte):
  • 10 fette biscottate integrali
  • 60 g di burro fuso
  • 240 g di formaggio spalmabile (io avevo quello in versione light)
  • 80 g di ricotta
  • 100 g di yogurt magro lasciato scolare per un'oretta in un colino rivestito di garza per renderlo più denso oppure usare dello yogurt greco (che io non avevo)
  • 2 uova
  • 4/5 cucchiai di zucchero, a seconda del gusto
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 cucchiaio raso di maizena
Per la salsa ai frutti di bosco:
  • una manciata di frutti di bosco congelati
  • 2 cucchiai di zucchero
  • succo di 1 limone
 
Prendere le fette biscottate e metterle in un sacchetto per congelatore richiudibile. Con un mattarello ridurle in briciole poi aggiungerle al burro fuso e suddividere questo composto, premendo bene, nei pirottini rivestiti con della carta da forno. Mettere in frigo per mezzora.
Preparare la crema mettendo in una ciotola capiente il formaggio cremoso, la ricotta, lo yogurt, le uova, lo zucchero e il succo di limone e la maizena. Amalgamare il tutto con una frusta fino ad avere una crema densa e senza grumi. Mettere in frigorifero fino al momento di usarla.
Scaldare il forno a 180°C e quando ha raggiunto la temperatura versare la crema nei pirottini. Mettere a cuocere per circa 30 minuti o fino a quando la superficie dei cheesecake non risulta compatta.
Sfornare i cheesecake e lasciar raffreddare su una griglia da pasticcere.
Nel frattempo mettere i frutti di bosco, lo zucchero e il limone in una piccola pentola e far bollire per qualche minuto. Far raffreddare la salsa e usarla per accompagnare il cheesecake tolto dal pirottino e fatto scivolare dalla carta da forno da cui si stacca perfettamente!
Facile e veloce, un gusto ricchissimo e aperto a molte interpretazioni.
Una carta decisamente vincente da giocare più e più volte.

Alfabeto culinario - X

X

L’ingrediente X che rende speciali certi piatti.
Non è sempre un ingrediente, un condimento o un cibo. Può trattarsi di una situazione che rendo il piatto unico e irripetibile. Un forno che raggiunge temperature altissime, macchinari, come gli abbattitori di temperatura, che sono costosi o ingombranti.
Spezie rare, preparati venduti agli addetti al settore come i pasticceri.
Oppure sono i tempi di preparazione che sono proibitivi, pensiamo alla pasta sfoglia, chi la fa in casa? Non è difficile da fare, ma il procedimento è lungo e tedioso e così, a mio avviso giustamente, si compra al super bell’e pronta.
E come la pizza in pizzeria, certe torte arzigogolate, certi tipi di pasta ripiena che si trovano nei pastifici artigianali.
Non c’è niente da fare, certe cose in casa non vengono bene come quelle comprate!

lunedì 20 giugno 2011

Alfabeto culinario - W

W

Waffel alla nutella in riva al mare di Normandia.
Cosa c’è di più buono di una merenda a base di waffel appena fatto ricoperto di nutella che si scioglie? Credo niente e se la faccia di Andrea avesse potuto esprimere una sola parola nel momento in cui ha addentato il waffel, quella parola sarebbe stata “beatitudine”. Se ne avesse potute esprimere due, la seconda sarebbe stata “sgomento” quando si è accorto che era quasi impossibile gestire quella squisitezza senza sporcarsi.
Io mi sono goduta lo spettacolo di Andrea seduto su una panca sul lungomare di un paesino normanno che cercava di giostrarsi fra la voglia di affondare i denti nel dolce e godersi la bontà e la consapevolezza della nutella che si faceva strada in lunghi rivoli color cioccolato.
Accanto a lui, a godersi la scena, un po’ invidioso, un cagnolino che, forse attirato dal profumo, sbucava con la testa da sotto un portoncino di legno.

giovedì 16 giugno 2011

Lunch - Fregola Sarda Con Verdure Saltate or Stir-fry Mixed Vegetables with Sardinian Fregola


Oggi a pranzo volevo il cous cous.
Con tante verdure fresche in frigo da utilizzare l'idea di un bel piatto unico saporito e colorato mi ci andava proprio.
Avevo dimenticato però che il cous cous in casa ha subito un piccolo incidente...


Qualche settimana fa ho fatto pulizia nel mobiletto dove tengo la pasta, il riso e i veri cereali, alla ricerca delle odiate farfalline che possono apparire con i primi caldi. Ho controllato bene le scatole aperte vuotandole e riempiendole di nuovo. Nel caso del cous cous però ho commesso l'errore madornale di metterlo distrattamente nella scatola del riso basmati! Ho provato a usare un colino ma le maglie sono troppo sottili e così al momento sono entrambi inutilizzabili.
La soluzione però è arrivata in forma di fregola salda! Mai utilizzata prima, mi è piaciuta veramente molto sia per la semplicità della cottura sia per il gusto e la consistenza particolare.
Lo so che la fregola di solito si consuma in zuppette di pesce, ma, come al solito, io ho voluto prepararne una mia versione.
La preparazione veloce è consistita nel tagliare le varie verdure a tocchetti e listerelle, ho messo della carota, peperone rosso, un cipollotto, uno zucchino. Tutte queste verdure sono state saltate in padella con un filo d'olio e poi cotte per qualche minuto in poco brodo bollente. Nel frattempo ho cotto la fregola in brodo di verdura per 15 minuti, l'ho scolato e l'ho saltato nelle verdure prima di servirlo. Ottimo piatto estivo, da mangiare sia tiepido che freddo.
Ideale da preparare per il pranzo in ufficio o per un picnic.

Alfabeto culinario - V

V

Verdure.
Di tutti i colori, in tutte le stagioni, anche quelle invernali un po’ anemiche, un po’ amare. Morbide o croccanti, da sgranocchiare crude o trasformate in puree, a pezzi nei minestroni, diventate vellutate con un colpo di frullatore, infilzate in spiedini e cotte sulla brace, abbracciate da sbuffi di vapore, condite con un filo d’olio o saltate allegramente in padella a fuoco altissimo. Accompagnate da carni, insaporite da pesci, avvolte in salumi, arricciolate intorno a sbuffetti di formaggi cremosi. Mescolate indisciplinatamente in insalate festose, allineate ordinatamente in teglie estive, ripiene, svuotate, a listarelle, a dadini, intere, con la buccia, rotolate in erbe aromatiche, appena baciate da una spolverata di cristalli di sale. In purezza.
A me le verdure piacciono tutte!
Son partita da un’infanzia molto selettiva in fatto di gusto per i vegetali e piano piano l’amore per questo mondo infinito di alimenti si è espanso.
Non ce n’è una che non mi piaccia e questo mi rende molto felice!

lunedì 13 giugno 2011

Alfabeto Culinario - U

U

Uva, anche se la prima idea era stata per l’umami, il 5° gusto, ma poi ho pensato che mi stavo infilando in un ginepraio di sofisticatezza nel quale non volevo addentrarmi e così che uva sia!
A me l’uva piace tanto, prima di tutto per la sua forma, tanti chicchi scrocchianti appena attaccati a un rametto elastico che si dirama e divide in altri rametti.
Mi piace la trasparenza dei chicchi che fa intravedere i piccoli nocciolini nascosti al centro degli acini che infastidiscono ma che si sputano con tanta soddisfazione, naturalmente quando l’uva la mangiamo da soli, a casa!
Mi piacciono le parole acino e grappolo e graspo, e il rumore che ogni chicco maturo fa nel momento che cede ai denti, uno scoppio zuccherino che inonda la bocca di dolcezza.
Ho letto più di una volta di uva messa in congelatore e poi mangiata così, gelata, nelle calde giornate settembrine, un ghiacciolo mignon già pronto.
Non ho ancora provato, ma son curiosa e quest’ anno sperimenterò.
Ah, l’uva per me è bianca, al massimo rosata, che quella nera la lascio a chi vuol fare il vino e quella fragola proprio non mi vuol piacere!

giovedì 9 giugno 2011

Alfabeto culinario - T

T
Torta di carote schifosa.
E per questa torta, uno dei miei primi esperimenti culinari e uno dei miei grandi fallimenti, in famiglia sono stata bollata per “quella che non sa cucinare”. Nell’adolescenza ho avuto il periodo “fa che inventino le pillole per sostituire i pasti che così c’è una cosa di meno da fare in casa”, poi crescendo, mi sono avvicinata alla cucina, ma all’inizio dalla parte sbagliata...credo...
Ogni cosa nuova che trovavo, dal latte di soia, ai sostituti della carne di soia, alle spezie strane, alle torte per quel tempo un po’ improbabili, mi allettavano e dovevo provarle.
Così finivo per comprare cose che non piacevano a nessuno: il latte di soia sapeva di fieno, non parliamo dello spezzatino di soia, una roba gommosa incredibilmente cattiva e le spezie non si trovavano.
Così quando mi sono prodotta nella fatidica torta di carote e ho lasciato il miele a cuocere un po’ troppo perché impegnata a chiacchierare al telefono con un’amica, e, nonostante me ne fossi resa conto, lo abbia usato lo stesso con il risultato di una torta disastrosa, ho ricevuto il biasimo di tutta la famiglia e la nomea di pasticciona invece che di pasticcera.
Dopo tanti anni, e nonostante abbia avuto modo di provare che le mie doti culinarie sono migliorate da allora, spesso vedo il dubbio e anche un po’ di timore ogni volta che presento qualcosa di nuovo ai miei familiari.

Dilemma - Le Meringhe si Congelano? or Can Merengue be frozen?


Notizie contrastanti dal popolo dei cuochi del web.
Chi dice che le meringhe si congelano e mantengono perfettamente, chi dice che, soprattutto quelle grandi, da Pavlova per intenderci, non escono bene dall'esperienza sotto zero.
Io un esperimento con le meringhe piccole e piccolissime, quelle che si accompagnano al caffè, l'ho fatto in passato e devo dire che il risultato è stato confortante: le meringhe erano asciutte e croccanti, come quelle fresche.
Non ho mai provato a congelare le meringhe da Pavlova e così, visto che ieri ne ho fatte un discreto quantitativo, ho deciso di mettere alla prova la teoria del gelo.
Ho disposto le meringhe in strati intervallate da carta da forno e per ultimo ho aggiunto un pezzo di carta da cucina per assorbire l'umidità, caso mai ne venisse prodotta. Tutto chiuso in un contenitore di plastica per alimenti e via in congelatore. Fra una settimana provo a tirarne fuori un paio e vedo come è andata...se il risultato non fosse di mio gradimento posso sempre provare a fare un Eton Mess!

martedì 7 giugno 2011

Erbe - Olio Aromatico & Panzanella Povera or Herb Infused Olive Oil and Panzanella Salad


Anche se gli ultimi piovosi giorni potrebbero trarre in inganno, nell'ultimo mese il calore e il sole hanno fatto miracoli per le piante aromatiche sul mio balcone e mi sono ritrovata con una quantità di erbe molto superiore alle mie aspettative.
Le uso tutti i giorni nella insalate, per insaporire piatti di carne e pesce, per completare sughetti veloci di pomodoro, al posto delle solite, seppur buonissime, erbe di Provenza essiccate.
Ho anche congelato le foglie tenere di coriandolo, un po' di basilico si è trasformato in pesto, ho fatto ghiacciolini di prezzemolo, ma ancora i vasi traboccano.
Così ho rubato l'idea leggendo questo blog e ho voluto subito provare.
Mi piace avere tutto questo verde profumato sul balcone, ma mi dispiace non utilizzarne almeno un po' e così ho raccolto basilico, aneto, santoreggia, cerfoglio, dragoncello, timo, origano e timo limone e li ho messi tutti nel bicchiere del frullatore.


Una buona dose d'olio, una frullata e ho ottenuto un ottimo olio aromatico che ho utilizzato subito per condire una panzanella davvero molto frugale. Avevo un pezzo di baguette che si era indurito, la baguette si sa, è come le farfalle, dura un giorno. Ho ammollato questo pane in acqua, l'ho spruzzato con un goccio d'aceto di vino bianco, e l'ho accompagnato a dei sugoso pomodori e del cipollotto di tropea. Un po' di sale e pepe, una bel giro d'olio aromatico e ho lasciato riposare una decina di minuti in modo che i sapori di amalgamassero bene.
Ho completato questo piatto con del prosciutto crudo un po' saporito e ben stagionato.
Una delizia per il palato.