venerdì 29 aprile 2011

Esperimenti - Tagliatelle ai Funghi or Mushroom Tagliatelle


Ho voluto provare nonostante Andrea non ami i funghi.
A me piacciono molto invece e ho pensato che questo potesse essere un giusto compromesso: i funghi "nascosti" nella pasta. Ho trovato una ricetta e l'ho rielaborata facendola mia e il risultato è stato gradito sia da me che dal mio restio consorte.
Facile facile e velocissima, ecco la ricetta.
  • 200 g di farina 00 + un po' di farina per la spianatoia
  • 15 g di funghi porcini secchi
  • 15 ml di olio extravergine d'oliva
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
Si prendono i funghi e si polverizzano in un mixer, si mescolano poi con la farina e il sale. Si versano questi ingredienti sulla spianatoia a fontana e al centro si mettono le uova e l'olio. Bisogna amalgamare e impastare il tutto per circa 5 minuti, fino a quando non si ottiene un impasto elastico e compatto. Se risultasse troppo morbido aggiungere un po' di farina.
Si ricopre l'impasto con della pellicola per alimenti e si fa riposare per 30 minuti. Passato questo tempo si può tirare la pasta e tagliarla del formato che più ci aggrada. Io ho fatto delle tagliatelle che sprigionavano un profumo intensissimo fino in cottura. Ho condito il tutto con della panna aromatizzata con 2 rametti di niepitella e ne è venuta fuori una cena sublime.
Certo un bel sugo di funghi misti sarebbe stato il massimo, ma non volevo tirare troppo la corda...

Alfabeto culinario - K

K

Karkadè che come tutte le bevande strane, alcoliche e non, è bene provare una volta nella vita.
Io ho abitato per anni in UK e non ho mai provato il sidro, approdata in Normandia la prima sera, in un localino di Bayeux, pasteggio a sidro e mi innamoro di questa bevanda.
E allora proviamole queste ginger beer, gli eggnog, queste tisane alla frutta, il chai dolcissimo e speziato, e anche il karkadè che in Egitto è la bevanda nazionale. Gli Egiziani sono tanti, non avran mica tutti torto no?
E poi una bevanda che viene fatta con i fiori di ibisco non può che essere degna di essere assaggiata!
Allora, senza saccheggiare le piante in giardino, che chissà come si fa il karkadè, oddio, si potrebbe fare una piccola ricerchina e poi provare, ma non è questo il punto, compriamoci del buon karkadè e nelle calde giornate estive, invece di ingurgitare bevande zuccherose, gassate e spesso dal sapore artificiale, beviamoci un bel bicchierone di questo infuso dal colore deciso e bellissimo!
Anche un buon tè aromatizzato con della menta fresca non sarebbe male...

martedì 26 aprile 2011

Alfabeto culinario - J

J

Julia Child.
Con il suo accento impossibile, la voce rotonda e pastosa e il modo in cui diceva “Bon Appetit” non poteva che essere catalizzatore di fascino!
Ho passato tanto di quel tempo a guardare stralci di trasmissioni in cui con quel suo fare sgangherato a al limite dello scoordinato riusciva a sfornare piatti di tutte le fogge, a far sembrare semplice il complicato, a compiere magie culinarie. Mi sono innamorata di questo donnone che roteando il mestolo guardava verso la camera, e dispensava consigli, introducendo un’intera nazione ai segreti della cucina francese.
Con il senno di poi credo che poco sia rimasto dei suoi insegnamenti, che gli USA son patria del precotto, del preconfezionato, del “buttiamolo per 30 secondi nel micro onde”.
Sono convinta che però, in questo nuovo e sotterraneo fermento culinario che sta fiorendo negli ultimi anni, barlumi di reminiscenze che erano rimasti sopiti si stiano riaccendendo e Julia Child è riemersa in tutta la sua bellezza, grazie anche all’interpretazione magistrale di Meryl Streep nel film “Julie & Julia”.
Per me Julia Child sarà sempre la donna che mi ha svelato la semplicità di un’omelette fatta alla perfezione e per questo sarò sempre riconoscente.

venerdì 22 aprile 2011

Lunch - Uova in Cocotte 2 or Eggs in Ramekin, part two


Oggi mi sono concessa il lusso di mangiare sul balcone.
La temperatura gradevole, il sole e la voglia di stare fuori si sono coniugate con un pranzo leggero, gustosissimo e veloce da preparare.
Avevo fatto altre volte le uova in cocotte ma la cottura in forno mi inibiva un po', soprattutto quando cucinavo solo per me. Mi sembrava un po' uno spreco accendere il forno per cuocere un uovo.
Così oggi ho provato una nuova tecnica: bagnomaria sul fornello.
Funziona!
Il procedimento è semplice: si prende una cocotte e si scalda nell'acqua calda. Nel frattempo si mette a bollire un po' d'acqua in una pentola capiente. Si prendono gli ingredienti con cui vogliamo accompagnare il nostro uovo, io ho cotto degli spinaci, li ho conditi con sale e pepe e ho aggiunto un paio di cucchiai di panna fresca e dei dadini di formaggio gouda. Ho imburrato la cocotte, ho messo lo strato di spinaci e formaggio sulla base e sopra ho messo l'uovo. In pentola a bagnomaria per 6 minuti, fino a che l'albume si rapprende e il tuorlo rimane morbido e dopo aver insaporito l'uovo con sale, pepe e erbette aromatiche a piacere si serve ben caldo accompagnato da pane rustico.
Un pranzo delizioso!

Un buon inizio ovvero un Gustoso Intermezzo - Limoni Ripieni or Stuffed Lemons


Sfogliando un quadernetto che porto sempre con me per prendere appunti, tirare giù idee, a volte fare la lista della spesa, ho trovato poche righe di istruzioni frettolose sotto la dicitura "Limoni Ripieni".
Niente dosi.
Solo gli ingredienti, fra cui il mascarpone che naturalmente io non avevo in casa, poco male, un po' di formaggio cremoso poteva benissimo sostituirlo e così ho fatto una prova con l'unico limone a mia disposizione.
Il risultato è stato un successo!
Molto scenografico, gustoso e fresco allo stesso tempo, un piccolo antipasto da accompagnare a olive e grissini fatti in casa o focaccia rustica, oppure un piatto da presentare fra un primo dal sapore deciso e un secondo un po' più delicato.
Ecco come si fa:
Si taglia una piccola calotta da un limone e si spreme il succo facendo attenzione a non rovinare la buccia.
Con uno svuota meloni si pulisce bene la calotta interna del limone.
Si procede amalgamando un po' di tonno, del formaggio cremoso, un po' di succo di limone, pepe, una decina di pistacchi tritati e qualche stelo di erbette aromatiche a piacere. Quando si avrà una crema compatta e in quantità sufficiente basterà riempire il limone fino all'orlo, si riposizionerà sopra la calotta e si metterà il limone in frigo per 3 ore.
Al momento di servire tagliare a fette e decorare il piatto con ciuffetti di erbe aromatiche.

mercoledì 20 aprile 2011

Alfabeto culinario - I

I

India.
Colori, profumi, contrasti e contraddizioni.
Una cucina, quella indiana, dai colori della terra, gli ocra delle spezie, il verde della verdura fresca, le farine, i pani, colori caldi, avvolgenti, come i profumi che sprigionano le pietanze di questo immenso Paese.
Questa cucina e le sue tradizioni mi sono entrate nel cuore al primo assaggio.
Si è schiuso un mondo di spezie, di aromi nuovi e affascinanti che mi hanno subito stregata.
Una cucina che con il suo essere a volte cremosa, altre decisa e altre ancora decisamente piccante si presta ad accogliere il gusto dei commensali.
La cucina indiana per me è festa, rito e preparazione cerimoniosa.
Ogni volta che cucino una cena indiana il piacere parte dalla preparazione e cottura dei piatti fino al momento di assaggiare i cibi.
Mi piace il fatto che tutte le portate vengano servite insieme e che quindi si possa godere del gusto dei diversi piatti e provare diverse combinazioni fra verdure, riso, pane, carni.
Ogni volta è un’esperienza diversa e appagante.
Un piacere che non finisce mai.

martedì 19 aprile 2011

Lunch - Insalata Bicolore & Pastinaca or Two Colours Salad and Parsnip


Al ritorno da un piccola vacanza in Baviera, ho cominciato a cucinare con il piccolo bottino che sono riuscita a portare con me.
E' il bello del viaggiare in treno!
Fino a qualche anno fa, ogni volta che tornavamo da un viaggio, ci premuravamo di portare con noi i sapori del paese che avevamo visitato. Ora, con le restrizioni negli aeroporti non riusciamo quasi più a portare niente a casa e così abbiamo approfittato di questo viaggio su rotaie per portare a casa un bel po' di leccornie e continuare a pasteggiare alla maniera tedesca. Naturalmente ho anche comprato un libro di cucina tipica anche se devo dire che con tutto quel fegato e altri ingredienti che non mi piacciono ci sono poche ricette che riuscirò a rifare.


Al mercato di Monaco ho trovato la pastinaca, una radice bianca che mi piace moltissimo e che purtroppo in Italia non ho mai trovato.
In Inghilterra è molto comune e la mangiavo spesso, ora è diventata il mio cibo speciale per quando ci torno in vacanza.
Di solito si cuoce a vapore o arrosto e si accompagna a carni tipo arrosti, condita con gravy o con miele fluido e sale e pepe. Io oggi l'ho mangiata con l'insolito accostamento di cetriolo in insalata, valeriana e cubetti di pecorino fresco.
Ho cotto la pastinaca a vapore per 7-8 minuti dopo averla sbucciata con il pelapatate e tagliata a tocchetti. Ho scaldato un cucchiaino di miele poco saporito e, dopo aver condito la pastinaca con sale e pepe, ho mescolato il tutto.
Servita calda è un ottimo contorno.
Ne sono rimaste 3.
Credo che le arrostirò.

lunedì 18 aprile 2011

Alfabeto culinario - H

H

Hummus.
In assoluto il mio intingolo preferito. Questa densa crema di ceci, arricchita da qualche cucchiaio di salsa di semi di sesamo (tahina), aglio, succo di limone e olio,viene di solito servita per accompagnare verdure croccanti o pane azzimo, come nel caso della cucina ebraica, oppure si mangia con la pita e i falafel se ci spostiamo verso i paesi arabi. Facile da fare, si conserva per qualche giorno in frigo, è ottima per arricchire le solite, vecchie portate dei soliti e a volte noiosi barbecue dove la carne predomina e spesso le verdure sono dimenticate. L’hummus con il suo sapore ricco e corposo sa di festa, d’estate, di convivio. A me piace perché sono una fan sfegatata delle piccole portate, delle salse in cui intingere bastoncini colorati di verdure o piccoli pezzi di pane caldo. Mi piace perché come lo assaggi vorresti prendere la ciotola e nasconderti in un angolo per poterlo mangiare affondando un dito nella crema a mo’ di cucchiaino. Mi piace perché in modo semplice e con ingredienti nostrani, o quasi, ci avvicina a mondi altri dal nostro e così, attraverso questa combinazione alternativa dei prodotti mediterranei ci sentiamo un po’ più cittadini del mondo intero.

venerdì 8 aprile 2011

Esperimenti - Crème Fraîche or Homemade Crème Fraîche

Da queste parti la crème fraîche non si trova proprio.
Ne avevo avvistata, e acquistata, qualche confezione a Milano in un'Esselunga dalle parti di Piazzale Lodi, ma qui a Mantova non la trovo proprio.
Ora, siccome non mi dò mai per vinta, come con la pasta fillo che alla fine ho trovato in un supermercato, ho continuato a curiosare in rete fino a che ho trovato da qualche parte che se si mettono 240 ml di panna fresca e 1 cucchiaio di yogurt in un barattolo con la chiusura ermetica, poi si scuote il barattolo per circa 1 minuto, si lascia per 12-24 ore (o fino a che non si addensa) in un angolo caldo in cucina (io l'ho messo all'ombra sul davanzale della finestra, spero non vada a male, che nella mia cucina non c'è molto caldo), e poi si mette in frigo per 24 ore, si ottiene un prodotto che è comparabile alla crème fraîche.
Ora, siccome il mio ultimo assaggio di vera crème fraîche risale a più di 3 anni fa, come farò a sapere se è veramente un degno sostituto?
Non lo so. Se mi piace credo che la userò e basta senza farmi tante domande, come con il latte corretto con il limone al posto del latticello, altro egregio sconosciuto in queste zone.
Se qualcuno che ha a disposizione la crème fraîche avesse voglia di sperimentare mi faccia sapere, attendo fiduciosa! Appena la mia sarà pronta vi informerò del risultato.

martedì 5 aprile 2011

Alfabeto culinario - G

G

Ginger ovvero il passepartout della cucina.
A me lo zenzero piace e se posso lo utilizzo nei piatti di tutti i giorni. Nel mio frigo, nel reparto verdure, non manca mai lo scatolino dello zenzero.
Zenzero però non mi piace come definizione, che può portare a malintesi. Per una mia zia maremmana lo zenzero era il peperoncino...
Così lo chiameremo ginger, che fa allegria, e ricorda Ginger Rogers e i suoi volteggi, e il gingerino, aperitivo dal colore improbabile.
Il ginger è un po’ la spezia jolly che utilizzo nelle verdure saltate nel wok, nella preparazione di certi biscottini speziati, nell’infuso di tè, latte e cannella e cardamomo che gli Indiani chiamano chai.
Non ci dimentichemo del ginger ale, bevanda frizzantina dal gusto appena piccante.
Ottimo rimedio contro la nausea. Insomma questo ginger è come il prezzemolo: sta bene dappertutto!

Una menzione speciale alla lettera G va a Gordon Ramsey l’uomo che cucina senza sporcare, idolo di Andrea. Gordon Ramsey dal quale ho imparato a fare le più deliziose uova strapazzate, le cui istruzioni ho seguito passo passo per cucinare uno spettacolare Beef Wellington e che dire della dritta per preparare la velocissima e buonissima, nonché sanissima, zuppa di broccoli?
Onore a Gordon Ramsey!

lunedì 4 aprile 2011

Lunch - Omelette al Forno con Asparagi or Ovenbaked Asparagus Omelette

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Ho visto una ricetta che parlava di quiche di asparagi senza pasta e subito l'ho fatta mia stravolgendola. Intanto niente panna, che mi appesantisce e poi non riesco a combinare nulla nel pomeriggio e poi ho sostituito il formaggio emmental con del grana grattugiato.
Ecco come ho fatto per avere un bel piatto unico nutriente e che soddisfi occhi e palato.
  • 3- 4 uova (a seconda della grandezza della teglia o della quantità di asparagi)
  • 3-4 cucchiai di latte 
  • 1 mazzetto di asparagi 
  • 1 porro piccolo 
  • 1 cipollotto di tropea 
  • 100 g di pancetta dolce a dadini 
  • qualche cucchiaio di grana grattugiato 
  • sale aromatizzato alle erbe 
  • pepe 
  • 1 noce di burro 
Scaldate il forno a 200°.
Soffriggete la pancetta in una padella antiaderente senza aggiungere grassi, una volta che comincia a dorarsi togliete dal fuoco e nella stessa padella fate stufare il porro e il cipollotto tagliati a rondelle sottili. Aggiungete un po' d'acqua e fate asciugare.
Rompete le uova in una ciotola, aggiungete il latte e sbattete con una  frusta, aggiungete un po' di sale e una macinata abbondante di pepe. Aggiungete al composto la pancetta, il porro e il cipollotto, amalgamate bene e unite il grana.
Ungete con un poco di burro una teglia, versate il composto di uova e sopra questo adagiate gli asparagi.
Cuocete in forno per circa 20 minuti o fino a quando l'omelette è ben gonfia e dorata.
Servite immediatamente, che se lasciata raffreddare l'omelette si riduce e restringe e perde la sua paffutezza.
Con questa dose si preparano due porzioni e accompagnata da una bella insalata mista è un ottimo piatto unico.
Per chi non mangia la carne... omettere la pancetta e il gioco è fatto!
 
English Version

I saw a recipe for asparagus quiche without the pastry case and immediately liked the idea and play with it. First of all no cream is involved in my dish as it’s too heavy and I need a light lunch if I want to be active in the afternoon. I also swapped Emmentaler cheese for Parmesan cheese.
Here's how prepared my nice and nutritious dish, something that that meets both eyes and palate.

• 3 - 4 eggs (depending on the size of the pan or the amount of asparagus you’re using)
• 3 - 4 tablespoons milk
• 1 bunch of asparagus
• 1 small leek
• 1 small Tropea onion ( a kind of sweet red onion) or 3-4 spring onions
• 100 g unsmoked bacon, diced
• a few tablespoons of grated Parmesan cheese
• herb flavoured salt
• freshly ground black pepper
• 1 tablespoon of butter
Heat the oven to 200°C.
Fry the bacon in a pan without adding fat, once it starts to brown remove it from heat and put it on a plate. In the same pan, cook the leek and the onion cut into thin slices. After a few minutes add a little water and cook until the water is absorbed.
Break the eggs into a bowl, add the milk, a pinch of salt, plenty of freshly ground pepper and whisk. Add to the mix the bacon, leek and onion, mix well and add the Parmesan cheese.
Brush a baking dish with a little butter, pour the egg mixture in the tray and lay the asparagus on top.
Bake for about 20 minutes or until the omelette is well risen and golden.
Serve immediately, because while cooling the omelette shrinks and loses its chubbiness.
It is enough for two people and accompanied by a mixed salad is a great main dish.
For those who don’t eat meat ... omit the bacon and you're done!

Alfabeto culinario - F

F

Formaggio.
Non un formaggio qualsiasi ma uno specifico spicchio di vaccino, appena stagionato. Compatto e burroso, dal sapore delicato, quasi impercettibile, che appariva regolarmente nel nostro frigo.
Il formaggio preferito dalla mamma che disdegnava altri latticini dal carattere più deciso, non si lasciava tentare da profumatissimi e piccanti pecorini sardi o locali e non amava i cremosi gorgonzola e affini erborinati.
Io che da sempre amo i sapori forti e credo di essere stata una delle poche bambine che agognavano la pizza con le acciughe e non la classica margherita, stranamente non restavo indifferente davanti a questo spicchio di neutralità che era il vaccino.
Lo adocchiavo lì davanti a me ogni volta che aprivo il frigo, la crosticina morbida che a malapena si distingueva dalla pasta, forse il lieve segno del cestello dove la pasta filante del formaggio era stata messa a scolare.
Non era il sapore che mi attirava eppure, in tante occasioni ho preso quel triangolo cicciuto e con gran soddisfazione gli ho dato un morso, per poi rimetterlo al suo posto, così mozzato e firmato da una fila di dentini.
Misteri dell’ingordigia infantile.
Alla scoperta del misfatto venivamo chiamate a rapporto tutto e quattro, e nella speranza di farci confessare, nostra madre di diceva che ci avrebbe preso il calco dei denti, da brava agente di C.S. I. ante litteram.
Ma c’era poco da indagare, che mi beccava sempre, e a volte confessavo candidamente.
Si sapeva che solo io affondavo con gusto i denti in quel pezzetto di formaggio dalla consistenza straordinaria e poi, dopo aver orgogliosamente osservato le scalfitture prodotte dai miei denti lo riponevo nella sua teca, novella opera d’arte.