martedì 29 giugno 2010

Estate - "Sorbetto" di Ciliegie e Yogurt or Yogurt and Cherry Sorbet


Oggi un post veloce veloce per suggerire un modo combattere la calura di questi giorni estivi. Visto che la frutta va tenuta rigorosamente in frigo perché si rovina subito, e visto che il posto in frigo è quello che è, ho deciso di utilizzare delle ciliegie per fare una specie di ghiacciolo/sorbetto. Ho preso dello yogurt greco magro, circa 3 cucchiai colmi, e l'ho versato in un bicchiere graduato, ho aggiunto delle ciliegie lavate e snocciolate fino a raggiungere 500 ml e poi ho frullato tutto con il frullatore a immersione fino ad avere un composto omogeneo. Ho assaggiato e ho ritenuto che il composto fosse abbastanza dolce, se le ciliegie fossero state un po' asprigne avrei aggiunto un poco di zucchero. Ho versato nel composto un cucchiaio di essenza di vaniglia e ho mescolato bene. Ho messo il composto negli stampini dei ghiaccioli e ho messo in congelatore per qualche ora.
All'assaggio il sorbetto risulta cremoso, fresco e saporito. Per Andrea anche troppo saporito, che lui lo yogurt greco non lo ha molto in simpatia, così i ghiaccioli son tutti per me e nel pomeriggio, quando il caldo diventa veramente fastidioso, mi mangio uno di questi sorbetti e subito mi sento rinfrancata.
Oggi è il compleanno di Andrea e così corro a fare il tiramisù, quello si che è un dolce che gli piace... eccome!

martedì 22 giugno 2010

Lunch - Insalata di Tonno & Fagioli or Tuna Fish and Bean Salad


Ecco di nuovo la pigrizia che mi assale e così a pranzo ho solo aperto delle scatolette!
Certo, se gli ingredienti sono buoni, anche se vengono da una scatoletta si riesce a mangiare dignitosamente...o no?
In frigo avevo pomodori maturi e profumati, cipollotti di tropea freschissimi e un vasetto di basilico sul davanzale della finestra.
In dispensa tonno e fagioli cannellini.
Ho condito tutto con dell'ottimo olio extravergine toscano, di quello robusto, da bruschette strusciate con l'aglio per intenderci, un pizzico di sale Maldon e del pepe macinato al momento hanno prodotto un piatto aulentissimo.
Il perfetto piatto estivo.

Dolcezze - Banana Bread & Gelato alla Vaniglia or Banana Bread And Vanilla Ice Cream


Ogni tanto capita che la frutta diventi troppo matura prima che si abbia avuto il tempo di mangiarla. A dir a verità da noi capita abbastanza spesso perché, nonostante ci piaccia, siamo mangiatori pigri di frutta. Di solito ne compro in quantità microscopiche in modo che non vada sprecata, questa volta invece le banane sono maturate troppo velocemente e invece di fare una macedonia monosapore con questi frutti morbidi ho deciso che il Banana Bread fosse la risposta giusta, tanto più che la ricetta che ho usato richiedeva l'uso di 2 albumi e che in frigo ce ne fossero proprio 2 in uno scatolino e che mi stavavano chiamando mormorando "Pavlova, pavlova..."
Così non mi sono fatta incantare dalla spumosità della meringa affogata nella panna e frutti di bosco e ho optato per un po' sano e veloce tortino con avena e banane. Ecco la ricetta presa da un sito esclusivamente dedicato a Banana Breads.
Il risultato è ottimo, il dolce non è troppo umido, ma neppure secco, il profumo di banana intenso, l'avena fornisce un ottimo contrasto si consistenza e sapore. Un dolce da colazione, afternoon tea, e perché no, da presentare alla fine di un pasto leggero se come me lo accompagnate da una pallina di gelato alla vaniglia.
Siamo così arrivati a parlare del gelato.
Ah! Altro tentativo per fare il gelato a casa senza gelatiera e devo dire che il risultato è migliore del primo esperimento fatto con il miele dove, a causa del congelamento degli ingredienti il miele diventava granuloso e tendeva a depositarsi sul fondo del contenitore. Non che questo ci abbia impedito di dar fondo al gelato eh, ma non era un esperimento riuscito al 100%.
Stavolta ci siamo avvicinati alla bontà di certi gelati alla vaniglia che mangiavo in UK. Ecco la ricetta che ho seguito e che produce un gelato che sa di crema pasticcera profumata di vaniglia, cremosissimo e vellutato che accompagna perfettamente dolci, lo vorrei provare con una Tarte Tatin oppure con dei frutti di bosco maturi e succosi...
Ingredienti per 6 persone:
  • 600 ml di panna fresca
  • 1 baccello di vaniglia
  • buccia di 1 limone (solo la parte gialla)
  • 4 uova sbattute
  • 2 tuorli
  • 175 g di zucchero superfino (in mancanza usare il semolato normale)
 
Mettere la panna in una pentola dal fondo spesso e farla scaldare dolcemente mescolandola con una frusta.
Aggiungere il baccello di vaniglia, la buccia di limone, le uova e tuorli e mescolare bene.
Portare il composto appena sotto il punto di ebollizione (se poi fate come me che invece il punto di ebollizione lo passate e non ve ne accorgete, il composto diventerà un po' grumoso e quindi, una volta finita di cuocere la crema basterà usare un frullatore a immersione per ridare la cremosità uniforme alla crema).
Abbassare al minimo il fuoco e far cuocere la crema mescolando per circa 10 minuti, fino a che non si addensa.
A questo punto aggiungere lo zucchero, fino a che si incorpora tutto e togliere la crema dal fuoco e far freddare.
Passare la crema al setaccio, aprire il baccello di vaniglia, raschiare bene tutti i semini e incorporarli alla crema. Versare la crema in un contenitore da congelatore largo e basso e far congelare per una notte.
Visto che questo è un gusto di gelato che qui da noi non è poi così facile trovare, vale la pena perdere un po' di tempo e fare questa preparazione se si programma una cenetta sfiziosa, un finale così goloso e cremoso sarà sicuramente bene accolto!

Lunch - Pasta alla Norma


Un paio di settimane fa girando fra le corsie del supermercato ho intravisto la ricotta salata. Non è una di quelle cose che si trovano spesso da queste parti ma, essendo stata colta alla sprovvista, non l'ho comprata. Durante i giorni successivi però l'idea di una buona Pasta alla Norma è cresciuta in me e così sabato ho fatto mio un bel pezzo di questa prelibatezza meridionale.
Andrea aveva dato l'assenso alla proposta di questo piatto per il pranzo domenicale e così ho preso anche il resto degli ingredienti.
Casualmente, nel numero di giugno de "La Cucina Italiana" c'erano un bel po' di ricette che prevedevamo l'accoppiata "pasta e verdura" e fra queste belle idee c'era anche una Pasta alla Norma che ho preso come spunto.
Ho modificato un po' le quantità a gusto mio e il piatto finale è stato un successo. L'unico appunto mosso da Andrea è che il sapore della ricotta salata fosse un po' troppo forte, ma da una persona poco abituata a mangiare formaggi saporiti questo tipo di commento è giustificato e comprensibile.
Certo è che nei piatti non è rimasta l'ombra di uno spaghetto.
Procediamo con la ricetta.
Ingredienti per 2 persone come piatto unico:
  • 1 melanzana da 400 g
  • 500 g di pomodori ramati
  • 1 spicchio d'aglio in camicia
  • olio extravergine d'oliva (2 cucchiai per il sugo + abbondante per friggere le melanzane)
  • 50 g di ricotta salata grattugiata
  • 200 g di pasta
Come prima cosa ho tagliato la melanzana a fette di circa 1 cm, le ho salate leggermente e le ho messe in uno scolapasta con un peso sopra (l'unica cosa che era della misura giusta era una teiera panciuta che ho riempito d'acqua). Ho lasciato scolare le melanzane per circa 1 ora. Nel frattempo ho cominciato a preparare il sugo di pomodoro spellando i pomodori dopo aver loro inciso la pelle a croce e tuffati in una ciotola di acqua bollente per una decina di secondi ciascuno. li ho tagliati a tocchetti e messi in una padella capiente dove nel frattempo avevo rosolato l'aglio con 2 cucchiai di olio. Ho salato i pomodori e li ho fatti cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti fino a quando si sono sfatti e hanno creato un sughetto. Ho asciugato le fette di melanzana con della carta da cucina e poi le ho fritte nell'olio bollente fino a doratura. le ho scolate e tamponate con della carta assorbente in modo che non si impregnassero d'olio.
Ho cotto la pasta e l'ho scolata al dente, l'ho saltata nella padella del sugo, ho aggiunto un po' di ricotta salta, le melanzane e poi ho servito spolverizzando i piatti con la ricotta rimasta.
Piatto ricco di sapore, evocativo della bella stagione che soddisfa il palato in un tripudio di sensazioni particolari date dalle diverse consistenze degli ingredienti e dai contrasti di dolcezza e sapidità.
Verrà presto rifatto, magari con meno ricotta, per accontentare Andrea.

giovedì 17 giugno 2010

Frutta di Stagione - Ratafià di Ciliegie or Cherry Liquor


Le ciliegie sono uno di quei frutti che appaiono e scompaiono così velocemente sulle nostre tavole che sono avvolte da un alone di desiderio che non lascia mai chi, come me, ama questo frutto.
Quest'anno ne ho mangiate un bel po' e il nostro piccolo albero di "amarasche" (che da me si chiaman così le ciliegie piccole, dal colore di minuscole mele rosse e dal sapore asprigno) era carico di piccoli frutti. Così, oltre a metterne qualche vasetto sotto spirito ho seguito una ricetta di Erica, sorella numero 3, e ho fatto un liquorino di ciliegie che avevo assaggiato da lei un paio di anni fa. Andrea ne va pazzo, dolce e profumatissimo è ottimo a fine pasto, come accompagnamento a un dessert o sul gelato con qualche ciliegia che, dopo aver imbottigliato e filtrato il liquore viene conservata in una barattolo ermetico.
Dovremo aspettare un paio di mesi prima che sia pronto, ma già pregusto la calda dolcevolezza di questa bontà fatta in casa.

lunedì 14 giugno 2010

Dolcezze - Fagottini con Marmellata e Lingue di Gatto or Jam Dumpling and Langue de Chat


Avevo della pasta sfoglia fresca che stava per scadere e delle ciliegie in frigo così ho deciso di preparare un merenda sfiziosa che sarebbe diventata anche colazione per il giorno dopo. Prima di tutto ho preparato una marmellata veloce con la frutta. Ho lavato le ciliegie, le ho snocciolate, e messe in una pentola con una mela piccola tagliata a pezzettini e qualche cucchiaio di zucchero, ho portato a bollore e mescolando di tanto in tanto ho fatto cuocere fino a che la frutta si è un po' "spappolata" e si è venuta a creare una marmellata abbastanza consistente. Ho tolto la pentola dal fuoco e l'ho lasciata raffreddare.
Ho scaldato il forno a 180° e ritagliato dei cerchi dalla pasta sfoglia, poi ho messo un po' di ripieno al centro e quindi ho chiuso i la pasta a mezzaluna avendo cura di sigillare bene i bordi, messo i fagottini in forno su una teglia con carta da forno e cotto per una 15 di minuti fino a che si sono dorati. Tolti dal forno, li ho fatti raffreddare su una griglia per dolci e poi, prima di servirli li ho spolverizzati con abbondante zucchero a velo. Ottimi con per un afternoon tea o per la colazione. Anche io giorno dopo hanno mantenuto tutta la loro fragranza.


Anche la genesi di queste lingue di gatto parte dalla necessità di utilizzare un ingrediente che avevo messo in frigo in attesa di ispirazione. Un albume. Le solite meringhe mi sono per un attimo balzate alla mente, ma le ho scartate subito, il forno acceso, anche se bassissimo, per un tempo molto lungo con questo caldo proprio non era cosa e allora ho deciso di cimentarmi con le lingue di gatto che accompagnano spesso il gelato in estate o possono essere presentate come pasticcini. La ricette è semplicissima:
  • 1 albume
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di farina
Si scalda il forno a 180°.
Si mescolano albume, burro e zucchero con una frusta, poi si aggiunge la farina e si continua a mescolare vigorosamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati.
Su una teglia si mette della carta da forno e poi con l'aiuto di una tasca da pasticcere si fanno delle strisce larghe circa 1.5 cm e lunghe circa 4 cm si tengo ben distanziate fra loro e poi si inforna il tutto per una decina di minuti o fino a quando le lingue di gatto cominciano a dorarsi lungo il bordo esterno. A questo punto si sfornano e si lasciano freddare. Il bilanciamento fra tutti gli ingredienti è perfetto, il sapore è dolce e burroso ma non stucchevole. Si conservano per alcuni giorni in una scatola di latta o di plastica ben chiusa.

venerdì 11 giugno 2010

Piccoli Pranzi, Grandi Soddisfazioni - Focaccia Morbida Ripiena or Stuffed Soft Focaccia


Oggi niente ricette, spiegazioni, informazioni utili, solo la soddisfazione di un pranzo veloce e gustoso.
La focaccia fatta ieri e uscita dal forno morbidissima oggi era ancora eccellente. La parte tagliata non si era indurita troppo, forse complice il sacchetto di cotone adibito a portapane in cui l'ho conservata, e una volta aperta ha sprigionato tutto il suo profumo. E' bastato affettare un bel pomodoro maturo, una buona mozzarella e condire il tutto con pepe, un filo d'olio di quello buono e qualche foglia di basilico fresca. Non c'è niente di meglio per combattere il caldo, un bel pranzo senza cucinare, pomodoro succoso, mozzarella che si scioglie in bocca, basilico profumatissimo e focaccia morbidosa, cosa si può chiedere di più?

giovedì 10 giugno 2010

Questioni di Quantità - Focaccia Morbida or Soft Focaccia


Finalmente!
Dopo molti tentativi, peraltro molto gustosi, sono riuscita a fare una bella focaccia alta e sofficissima! Sarà stato il caldo quasi soffocante della cucina che ha favorito la lievitazione o forse, più probabile, il fatto che ho usato il doppio quantitativo di impasto rispetto alle altre volte, ma alla fine mi sono ritrovata con una focaccia che strabordava dalla teglia. Non ho resistito e l'ho tagliata prima che freddasse...la fragranza! Ah! La morbidezza dell'interno contrasta la croccantezza appena accennata della superficie.
Una leccornia.
La ricetta come sempre è quella del fidato libro "Artisan Bread in 5 Minutes a Day". Sarà che soddisfa sempre, ma non riesco quasi mai a sperimentare troppo con questo libro, le dosi sono perfette, la riuscita garantita, non mi viene proprio dal cuore di cercare di stravolgere o migliorare quello che già è eccellente!

martedì 8 giugno 2010

L'unione fa la Forza: Spicy Beef Empanadas


Forse non è proprio un piatto estivo, anzi, non lo è per niente, ma ieri ho preso in mano un libretto di ricette a base di carne macinata e sono rimasta colpita dal ricordo delle Empanadas fatte da una ragazza sudamericana amica di un mio coinquilino a Londra. Fagottini morbidi, con il ripieno ricco e dal sapore deciso. Così fra polpette e polpettoni che venivano proposti dal libro ho deciso che per cena avremmo avuto empanadas. L'unica pecca era che leggendo gli ingredienti della ricetta veniva richiesta la "shortcrust pastry" già pronta. Intanto per tutti quelli che non masticano l'inglese culinario, si tratta di pasta frolla, semplice, senza zucchero, ma, visto che non ricordo a memoria nessuna preparazione base, ho preso il mio fidato "The Australian Women's Weekly Cookbook", un numero su torte saltate e pies, e ho preso la ricetta per la preparazione dell'impasto base.
Shortcrust Pastry (Pasta Frolla):
  • 225 g farina
  • 125 g burro freddo a pezzettini
  • 1 tuorlo
  • 3 cucchiai di acqua ghiacciata
Si mette la farina setacciata in una ciotola, si aggiunge il burro e si incorpora alla farina con le punte delle dita o con un pastry cutter come ho fatto io, o ancora si può fare il tutto in un robot da cucina. Una volta che il composto assume la consistenza di briciole di pane si aggiunge il tuorlo e con un coltello o una spatola di metallo si incorpora, aggiungendo l'acqua a poco a poco, quel tanto che basta per far attaccare gli ingredienti in modo da formare un impasto. Si mette il detto impasto su una superficie leggermente infarinata, si impasta un poco per renderla liscia e poi si avvolge in pellicola e si mette in frigo per 30 minuti.
A questo punto si procede con il ripieno.
Ho seguito la ricetta del mio libro in maniera molto approssimativa togliendo dal ripieno la panna acida a il formaggio che avrebbero reso il tutto se possibile ancora più pesante anche se sono sicura decisamente delizioso.
Ecco la mia versione.
Ingredienti per 5 empanadas di 16 cm di diametro:
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • 1 cipolla grande
  • 1 spicchio d'aglio
  • pepe di Cayenna
  • 375 g di carne macinata di manzo
  • 240 ml di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaino di cumino in polvere
  • 1 pizzico di erbe di Provenza
  • 1 pizzico di coriandolo in polvere
  • olio vegetale per friggere
  • sale
Si scalda 1 cucchiaio di olio di oliva in una pentola dal fondo spesso, si fanno soffriggere la cipolla e l'aglio per un paio di minuti, poi si aggiunge la carne macinata, si fa cuocere a fuoco vivace per circa 5 minuti fino a che non è ben cotta e si aggiunge un pizzico di sale e il pepe di Cayenna secondo il proprio gusto. Si aggiunge la passata di pomodoro, le spezie e si porta a bollore fino a quando la salsa è ridotta.
Si toglie la carne dal fuoco e si fa raffreddare.
Intanto si prepara la pasta per le empanadas tirandola con il mattarello, si tagliano dei dischi da 16 cm (ho usato uno stampo per ravioloni di questa misura) e si suddivide il ripieno nei dischi di pasta, poi si chiudono a metà facendo aderire bene i lembi di pasta, magari passandoci sopra dell'acqua poi si mettono in frigo mentre si attende che l'olio vegetale raggiunga la giusta temperatura. Si friggono le empanadas a temperatura abbastanza elevata e si girano fino a quando non sono dorate da entrambe le parti. Si scolano bene e si asciugano su della carta assorbente. Si mettono poi in forno tiepido fino a che sono tutte fritte. Possono essere accompagna te da una bella insalata mista, una ciotola di guacamole, qualche cucchiaio di panna acida.
Ottime e dal vago sapore di Chilli con Carne profumate di cumino e fragranti di una pasta che se anche fritta risulta asciutta e gradevolmente leggera, una pasta che si sfoglia ma che mantiene il ripieno al sicuro durante la frittura.
Da riprovare quanto sarà meno caldo!

lunedì 7 giugno 2010

E la Chiamano Estate: BBQ!

 


Finalmente dopo tanta pioggia ecco un po' di estate!
Io e Andrea ci siamo subito messi in moto con un BBQ di inzio estate con gli amici, non sapevamo quanti saremmo stati, non immaginavamo così tante adesioni, alla fine eravamo una ventina e siamo riusciti ad accomodarci tutti in una lunga tavolata.
Purtroppo nella foga dei preparativi non sono riuscita a fare molte foto, ma con un po' di fantasia si può immaginare il menu che è stato più o meno il seguente:

Cake di Fave e Pancetta (rivisitazione di quello di Luigi)
Torta di Patate (secondo la ricetta della mamma)


Insalata di Farro (seguendo le semplici direttive di Erica)

Spuma di Mortadella

Salamelle Mantovane

Braciole di Maiale

Cosciotti di Pollo Cajun

Bistecche di Manzo Ubriache

Spiedini di Pollo Tikka

Pane fatto in casa

Sono state portate torte e gelato e fiumi di birra e vino sono scorsi mentre abbiamo fatto onore a questa grigliata dai sapori un esotici mischiati a quelli rassicuranti di casa, un modo un po' insolito per festeggiare l'arrivo della bella stagione e il nostro primo anno a Mantova!
Per quanto riguarda le tecnicalità culinarie, intanto se c'è qualcuno che è interessato posso fornire le ricette delle marinature della carne, poi devo dire che sia il pollo che il manzo sono stati all'altezza delle aspettative: le ottime marinate hanno fornito un gusto deciso a queste carni che a volte risultano un po' insulse quando cotte alla brace. Le spezie per gli spiedini hanno dato il giusto colore e sapore ai cubetti di pollo, la fierezza del mix Cajun ha infuocato i cosciotti e un buon Bushmill d'annata ha reso le bistecche di manzo profumatissime. Ho servito queste carni con delle salse basate sui sapori delle marinate.
Grandi preparativi e grande soddisfazione!